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E se la timidezza facesse del mio bambino un escluso?


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Il mio bambino è molto timido e ogni volta che deve affrontare una nuova situazione è sempre molto in ansia e agitato. Io cerco di infondergli sicurezza, ma spesso sto più male di lui, quando so che deve affrontare situazioni per le quali non si sente pronto o nelle quali rischia di sentirsi escluso e ai margini per la sua incapacità di sentirsi all’ altezza del gruppo nel quale si deve inserire. La mia preoccupazione adesso è altissima perché a settembre comincerà la scuola primaria e comincio a prevedere tutte le difficoltà che dovrà affrontare e le lacrime che dovrà versare per gestire questa grande novità che lo aspetta. C’ è qualcosa che posso fare per aiutarlo?

CARLOTTA

— Sì, Carlotta, ci sono molte cose che puoi fare per aiutare il tuo bambino timido e un po’ introverso. Tanto per cominciare: essere un po’ meno ansiosa. Leggendo e rileggendo la tua lettera mi sono reso conto che sembra che tu parli della timidezza del tuo bambino come se fosse una disabilità e non per quello che è, ovvero un tratto specifico del suo temperamento e della sua personalità. Essere timidi può esporre a maggiore ansia e fatica nelle situazioni sociali, ma non necessariamente rende la vita così faticosa come tu scrivi. È chiaro che se vede nei tuoi occhi un atteggiamento di costante preoccupazione, un’ aspettativa implicita che tutto sarà più difficile e complesso, quasi senza saperlo e volerlo si adatterà a ciò che tu pensi di lui. Proverà ansia, si sentirà meno all’ altezza delle situazioni, andrà più facilmente in crisi e starà più spesso ai margini. Se il tuo volto invece sarà positivo, accogliente, sorridente, capace di sostenerlo nelle attività sociali con uno sguardo che gli comunica «Vai, bimbo mio, vai che ce la fai» per lui diventerà tutto più semplice. Penserà che, anche se il mondo è grande, la gente intorno è tanta e tutto quello che succede lo “attiva” in termini emotivi, dentro e fuori di sé lui ha comunque risorse e competenze sufficienti per far fronte a questa complessità. Ti consiglio un libro che ti permetterà di vedere il tuo bimbo timido con un nuovo paio di occhiali: Quiet Power. I superpoteri degli introversi di Susan Cain (Bompiani Ed.), ricco di consigli relativi proprio alla sfida che sta per affrontare, ovvero l’ inserimento alla scuola primaria. Ti aiuterà a rimettere in prospettiva il “potere quieto”, calmo e silenzioso di cui godono i timidi, che, come scrive l’ autrice, possono addirittura diventare i leader nel loro gruppo classe, sfruttando i vantaggi che derivano dalla loro capacità di ascoltare gli altri, di rimanere tranquilli quando tutti gli altri intorno urlano e che spesso vengono scelti dai docenti come esempio da imitare.

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