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Credere

È proprio necessaria la ricognizione della salma di un santo?

Ragioni per compiere questa operazione sono l’ accertamento dell’ identità e la possibilità di prelievi per preparare reliquie


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Carissimo don Vincenzo, ho sentito ieri la notizia della canonizzazione entro quest’ anno di papa Paolo VI e di mons. Romero: sarà senz’ altro una circostanza in cui viene effettuata la ricognizione dei cadaveri dei corpi. Ho fatto ricerche anche su internet in passato, ma nessuna delle motivazioni che la Chiesa adduce alla necessità di tale pratica – per me inutile e macabra –mi ha convinto; credo che i morti debbano “riposare in pace”: vediamo se ci riesce lei...

Paolo, Cologno Monzese

Caro Paolo, rispetto all’ obiettivo di “convincerti” me ne propongo uno più modesto: spiegare perché si fa la ricognizione della salma di un santo. Anch’ io avrei difficoltà a essere presente alla “ricognizione” delle spoglie di un defunto. In effetti, alcuni anni fa, avrei avuto l’ occasione di assistere a una simile operazione (per il ruolo che ricoprivo allora), quando si trattava di spostare il corpo del beato Alberione (il fondatore dei Paolini) dalla chiesa in cui si trovava sepolto a un’ altra. Non me la sono sentita di andare, ma altri confratelli vollero essere presenti (oltre a chi doveva esserlo per dovere di ufficio). Del resto, anche a livello civile, chiunque sia sepolto in un normale cimitero, dopo la scadenza del tempo di concessione del loculo, deve essere «estumato» (tolto da loculo, con relativa apertura del feretro), in questo caso senza una ricognizione specifica, per raccoglierne i resti in una cassetta più piccola o per la cremazione: operazione certamente non piacevole, ma pur necessaria. Per venire al nostro caso, la ricognizione è regolamentata da una specifica Istruzione dell’ apposito dicastero vaticano, Sanctorum Mater del 2007 (soprattutto l’ appendice). Quali sono dunque i motivi per compiere questa operazione? In sostanza si possono riassumere così: innanzitutto si fa la ricognizione per accertare l’ identità della salma e così garantire che le reliquie del santo (o beato o venerabile) siano autentiche; in secondo luogo, è un modo per constatare lo stato di conservazione dei resti per prevedere interventi in vista di una buona conservazione (di questo ricordo che al nostro fondatore, quando morì, fu applicato un procedimento per la conservazione non ben riuscito, che rese necessari altri interventi successivi); infine – ma non meno importante – durante la ricognizione è possibile prelevare alcune piccole parti del corpo per la preparazione di reliquie. Forse le ragioni non ti sembreranno molto convincenti, ma è un’ operazione che ha la sua logica e anche una sua “necessità”.

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