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È festa russa a Roma con Ciajkovskij diretto da Valery Gergiev

Dopo la bellissima opera "Iolanta", da stasera e fino al 16 gennaio vengono eseguite le 6 Sinfonie del compositore. Una occasione imperdibile per ascoltare l'Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.


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È Valery Gergiev il protagonista del Festival Ciajkovskij che fino al 16 gennaio è in calendario della Stagione Sinfonica dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il maestro russo, 64 anni, è uno dei maggiori direttori d’ orchestra al mondo, ma anche un manager e fondatore di prestigiosi festival internazionali. Dal 1988 Gergiev è direttore musicale del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e nel 1996 ne è diventato direttore artistico e direttore generale. Grande specialista del repertorio Russo, sia operistico che sinfonico, Gergiev eccelle anche nelle interpretazioni della musica di Mahler ed è un apprezzato interprete di Verdi. Gergiev ama ricordare che la prima esecuzione di “La forza del destino” avvenne proprio a San Pietroburgo nel 1862. “E per non sentire troppa nostalgia di casa”, dice Gergiev, “Giuseppe Verdi arrivò in Russia con una bella scorta di vino e parmigiano reggiano”.

In ottimi rapporti con il presidente russo Vladimir Putin, nel maggio del 2016 Gergiev ha diretto la sua orchestra anche nel teatro  romano di Palmira, la città siriana celebre per il sito archeologico, allora finalmente liberata dal giogo dell’ ISIS. “Fu un concerto”, ricorda oggi Gergiev, “dedicato alla memoria del responsabile del sito archeologico ucciso in modo feroce dall’ ISIS. Sul palcoscenico c’ erano ancora macchie di sangue”.

Al Parco della Musica di Roma Gergiev ha diretto in forma di concerto “Iolanta”, l’ ultima opera teatrale di Ciajkovskij, composta fra il 1891 e il 1892, nello stesso periodo in cui il compositore stava lavorando al balletto “Lo Schiaccianoci”. L’ opera è un idillio drammatico in un atto che racconta la storia di Iolanta, la figlia di un re nata cieca e inconsapevole della sua menomazione. Il re decide di tenere nascosta la cecità della figlia al suo promesso sposo, ma l’ arrivo imprevisto di due cavalieri fa scoprire a Iolanta la sua reale condizione. L’ intervento di un medico arabo farà guarire Iolanta e questo apre la strada al lieto fine. Lieto fine in cui sono tutti contenti, perché Iolanta sposa il cavaliere che le ha fatto scoprire le bellezze del creato e l’ amore, mentre il suo promesso sposo andrà a nozze con la donna di cui, nonostante l’ affetto per Iolanta,  in realtà era sempre innamorato.

L’ opera, mirabilmente orchestrata da Ciajkovskij, è un gioiello e, come notava il musicologo Arrigo Quattrocchi, ha il fascino “di basare interamente la propria storia su un personaggio che è afflitto da un handicap fisico”.  L’ esecuzione di Gergiev, alla guida dell’ Orchestra e del Coro dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia, è stata bellissima, poetica, attenta a valorizzare tutte le sfumature della partitura. Formidabile la compagnia di canto, sia per la qualità delle voci che per l’ interpretazione (sia pure “ingabbiata” nella esecuzione in forma di concerto). Applausi e acclamazioni per tutti.

Alla guida della sua orchestra del Teatro Mariinskij, dal 14 al 16 gennaio Gergiev, esegue le 6 Sinfonie di Ciajkosvkij. Le tre serate al Parco della Musica di Roma fanno parte del progetto culturale “Le Stagioni Russe”, promosso dal Governo della Federazione Russa e dal ministero della Cultura della Federazione Russa. Si tratta di un Festival dell’ arte russa che durerà fino al dicembre del 2018 coinvolgendo oltre 40 città italiane. Sono in programma 255 eventi fra concerti, balletti, spettacoli teatrali, mostre e proiezioni cinematografiche.

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