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"Dustur", la rilettura araba della Costituzione

Dal 13 al 17 aprile allo Spazio Oberdan di Milano è in programmazione il documentario di Marco Santarelli che ha vinto il premio Extr'A - Razzismo brutta storia al 26° Festival del cinema africano, Asia e America latina.


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Dustur, Costituzione in lingua araba. Il dialogo fra le culture si può instaurare sulla base del confronto fra le Carte Costituzioni, le norme civili, i diritti e i doveri che regolano la società di Paesi diversi. Cosa vuol dire libertà di espressione? E cosa significa difendere la libertà religiosa? E' lecito cambiare il proprio credo, convertirsi dall'islam al cristianesimo e viceversa?

In questo documentario il regista romano Marco Santarelli ha scelto di raccontare la sfida dell'integrazione raccontando un corso sulla Costituzione frequentato da un gruppo di detenuti nordafricani nella Casa circondariale Dozza di Bologna. Nel 2015, nell'arco di alcuni mesi, il carcere ha aperto le porte a esperti di islam, docenti universitari, mediatori culturali che si sono seduti al fianco dei detenuti per rileggere i diritti e i doveri sanciti dalla Costituzione italiana attraverso lo sguardo del mondo arabo e la lingua araba stessa, per terminare con la stesura di una nuova Carta costituzionale scritta dai detenuti stessi. Il corso è stato coordinato da fratel Ignazio De Francesco, monaco della Piccola famiglia dell'Annunziata - la comunità di Monte Sole fondata da don Giuseppe Dossetti -, esperto di spiritualità islamica.   

Parallelamente alle lezioni per i detenuti all'interno del Dozza, il documentario segue la storia fuori dal carcere di un giovane marocchino che sta aspettando il fine pena e si impegna per ricostruirsi una vita in Italia all'interno della legalità.  

Dustur è stato presentato al 26° Festival del cinema africano, Asia e America latina, che si è concluso a Milano il 10 aprile, e si è aggiudicato il premio Extra'A - Razzismo brutta storia. Dal 13 al 17 aprile torna sul grande schermo di Milano, in programmazione allo Spazio Oberdan.   

Appuntamento ormai radicato nel panorama culturale milanese, promosso dal Centro orientamento educativo (Coe), il Festival del cinema africano quest'anno ha presentato 50 titoli, fra i quali 17 anteprime nazionali, sei europee e una mondiale. Fra i film vincitori, Madame Courage del regista e sceneggiatore algerino Merzak Allouache e We've never been kids del regista egiziano Mahmood Soliman che si sono aggiudicati ex aequo il premio Comune di Milano per il concorso lungometraggi "Finestre sul mondo". Nella stessa sezione, una menzione speciale è andata a La delgada linea amarilla del messicano Celso Garcia.

(Nella foto: il documentario "Dustur" di Marco Santarelli)

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