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Pedofilia: la Chiesa d'Irlanda volta pagina

A quasi un anno dalla conclusione della visita apostolica, diffusa una sintesi della linee guida per non ricadere nel dramma pedofilia.


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Una indagine a tappeto. Che ha coinvolto 4 diocesi, 5 seminari, 31 case religiose. Per gli abusi sui minori il Vaticano non vuole che si ripetano gli errori del passato. Per questo, dopo aver mandato i suoi ispettori in Irlanda per un intero anno (dal 31 maggio 2010 al 6 giugno 2011) ha reso noto, insieme con la Chiesa irlandese, un documento di sintesi dei risultati della visita apostolica e le indicazioni per riparare i torti e risanare la Chiesa d’ Irlanda.

Gli ispettori avevano ascoltato le vittime degli abusi da parte del clero, indagato le cause che hanno generato questa situazione, predisposto tutti gli strumenti necessari per impedire il ripetersi di questo dramma.

La visita apostolica aveva riguardato le arcidiocesi metropolitane di Armagh, Dublino, Casher-Emly e Tuam e vari istituti e seminari. Conclusa la parte più “operativa” la palla era passata in mano alla Congregazione dei Vescovi e a quella per l’ Educazione cattolica e per i religiosi. Insieme le Congregazioni hanno elaborato un documento che ribadisce la «priorità dell’ ascolto delle vittime» e sottolinea che «spesso la vigilanza è effettivamente fallita».



Tutte le diocesi coinvolte nella visita apostolica hanno assicurato che, a differenza del passato, d’ ora in poi «tutti i nuovi casi di abuso scoperti verranno prontamente portati davanti e alle competenti autorità civili e alla Congregazione per la dottrina della fede». Inoltre, le Norme contro gli abusi del clero, elaborate dalla Chiesa irlandese e pubblicate nel maggio dello scorso anno, saranno «periodicamente riesaminate per assicurare una effettiva prevenzione e risposta a tutti gli aspetti richiesti dai casi di abusi, per il bene di tutti coloro che sono coinvolti».



Gli stessi tribunali ecclesiastici sono stati riorganizzati in modo da rendere più veloce e produttiva la collaborazione con gli organismi della Santa Sede competenti in materia. Anche le diocesi saranno riconfigurate in modo da risollevare la Chiesa irlandese della profonda crisi in cui è caduta in seguito a questa vicenda e renderla nuovamente in grado di attuare la sua missione evangelica.

Non si è limitato a esprimere «senso di dolore e vergogna».  Benedetto XVI ha voluto mandare in Irlanda un team di tutto rispetto per ispezionare a fondo la vita della Chiesa dopo la pubblicazione dei rapporti choc - sia da parte del Governo che della stessa Chiesa irlandese - sui casi di abusi sui minori perpetrati da sacerdoti o da personale legato a contesti ecclesiali. Tra questi i cardinali Murphy O'Connor di Westminster e O'Malley di Boston, i due vescovi canadesi Collins e Prendergast e l'arcivescovo di New York Timothy Dolan. Quest'ultimo si è fatto carico di visitare i seminari.

La visita apostolica è terminata sul campo lo scorso 6 giugno, ma si è chiusa ufficialmente lo scorso 20 marzo con la presentazione pubblica, al Saint Patrick's College di Maynooth, in Irlanda di un Summary su quanto si è scoperto. La presentazione è stata curata dalla Conferenza episcopale irlandese, mentre in Italia il testo veniva diffuso dalla sala stampa vaticana.  Il Summury e' stato diffuso anche dalla sala stampa vaticana.

Il caso irlandese si è rivelato uno dei più gravi in Europa. Gli altri Paesi maggiormente coinvolti sono stati Germania, Belgio e Austria.

Lo scandalo cominciò a emergere pubblicamente nell'ottobre del 2005 quando il Governo irlandese decise di rendere noto il Rapporto Ferns sugli abusi compiuti dal clero in quella diocesi. Ma l'enorme dimensione che il fenomeno pedofilia aveva assunto in Irlanda nel corso dei decenni fu chiara soltanto nel maggio del 2009 quando fu pubblicato un secondo Rapporto da parte della Commissione di inchiesta sugli abusi sui minori, guidata dal giudice Sean Ryan e noto, appunto come Rapporto Ryan 2.

A questo documento, che indagava soprattutto gli abusi sessuali compiuti sui minori in istituti di formazione gestiti da ordini religiosi cattolici, ha fatto seguito la pubblicazione, nel novembre 2009 del Rapporto Murphy, sulla pedofilia nella diocesi di Dublino e, nel luglio 2011, del Rapporto Cloyne, sulla pedofilia nella omonima diocesi. I documenti descrivono migliaia di abusi sessuali compiuti da centinaia di sacerdoti sui minori a partire dagli anni Trenta e fino a un decennio fa.

 

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