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Quel Dio "sgangherato" di van Dormael che vive a Bruxelles

Che cosa faremmo conoscendo il giorno e l’ ora esatti della nostra morte? La domanda diventa realtà nella commedia dell’ eccentrico Jaco van Dormael "Dio esiste e vive a Bruxelles", un film freak e sconclusionato trasmesso giovedì sera su Rai3. Il commento del presidente della Fondazione Ente dello spettacolo.


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Che cosa faremmo conoscendo il giorno e l’ ora esatti della nostra morte? La domanda ultima viene assunta come ipotesi di realtà dall’ eccentrico Jaco van Dormael e dal suo Dio esiste e vive a Bruxelles (che a suo tempo venne candidato dal Belgio per l’ Oscar).

Una commedia freak e sconclusionata, in cui l’ Onnipotente è raffigurato come un misantropo che tiene famiglia, una moglie e due figli: una femmina e il maggiore, Gesù.

Un Dio arrabbiato con tutti, con il mondo e le sue creature e che si sfoga recapitando dal suo pc dolori e sciagure al domicilio delle malcapitate vittime mortali.
Finché la secondogenita non ne manomette il programma spedendo a ogni povero sventurato sulla terra un sms con la data precisa della personale fine.

Conosciuto da ciascuno il giorno della propria morte si scatena il caos. Un caos in cui il regista belga conferma di stare a suo agio, sfoggiando la classica stravaganza formale – ora visionaria, ora solo kitsch – e la solita irritante fumosità di scrittura.

Dalla letteratura alla musica, l’ idea di interpretare le domande di senso dell’ esistenza (la vita, il dolore, Dio...) di per sé non è inedita ma il modo in cui Van Dormael, regista senza mezze misure, la mette in scena è sconclusionata e a tratti balorda.

Peccato che questa teologia interamente orizzontale e dal basso (nel senso più deteriore del termine) non si stacchi da terra nemmeno per senso e ambizioni. Il profluvio di invenzioni, il bel cast e il “credo” femminista puntellano un film che procede sgonfiandosi.

L’ idea centrale è molto interessante (come vivere sapendo di dover morire?) ma lo sviluppo è fumoso. Film irrispettoso: non verso Dio e la religione ma verso l’ arte cinematografica. Libero cinema in libero Stato: certo, si può vedere, ma se avete altro di interessante da fare pensateci. Almeno non perderete tempo.

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La locandina del film
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