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«Dicevano a mio figlio di fare un istituto tecnico. L'ho mandato al liceo, l'hanno bocciato...»


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Cara professoressa, quest’ estate per la mia famiglia sarà molto diversa dalle altre: nostro figlio Luca è stato bocciato. Ha frequentato il primo anno del liceo scientifico con molte difficoltà, un impegno non sempre costante, un comportamento non sempre ortodosso, ma l’ abbiamo fatto seguire da una docente privata e ci sembrava che avesse ricuperato le lacune e fosse rientrato anche dal punto di vista della disciplina. I voti delle ultime verifiche lasciavano presagire qualcosa, ma pensavamo a una sospensione del giudizio in qualche materia, non a una bocciatura. Siamo molto arrabbiati con alcuni insegnanti e decisi a non fargli cambiare scuola: sarebbe una sconfitta e invece deve dimostrare a sé stesso che con l’ impegno ce la può fare. Il consiglio orientativo delle medie era l’ istituto tecnico, ma non ci sembrava né ci sembra una scelta adeguata. Lei che cosa ne pensa?

MADDALENA

Cara Maddalena, comprendo l’ impatto emotivo che sui genitori e sui ragazzi ha una bocciatura: delusione profonda, senso di sconfitta, estate rovinata. Nessuna decisione di questo tipo, però, viene mai presa a cuor leggero. Intanto non dovresti essere arrabbiata con i singoli docenti semmai con l’ intero consiglio di classe: a porte chiuse, preside presente, si passa al vaglio la situazione di ogni alunno, dalle assenze all’ impegno, dai progressi fatti alla condotta. Solo dopo si decide, voti in mano, tutti insieme. I colleghi devono dimostrare di aver fatto il possibile durante l’ anno per aiutare il ragazzo ad apprendere, di aver informato le famiglie delle difficoltà presenti. A volte notti insonni anticipano gli scrutini di alcune classi. Se un po’ ti può consolare, a livello nazionale Luca è in buona compagnia: appare malfermo, infatti, soprattutto il passaggio tra la scuola secondaria di primo e di secondo grado. I dati del ministero dell’ Istruzione (a.s. 2015/2016) rivelano come nelle scuole superiori i bocciati siano il 7,7% ma i non ammessi si concentrino soprattutto nel primo anno (12%). Se si aggiungono i ragazzi che, in prima superiore, hanno ottenuto una sospensione di giudizio (il 23,5%), si comprende come proprio questo sia il guado più problematico. Le cause? Una potrebbe essere proprio il poco peso dato al consiglio orientativo. Per molte famiglie il liceo è l’ unica scelta possibile. O soltanto un riflesso del prestigio sociale. L’ Ufficio scolastico provinciale di Treviso, in un’ indagine del 2015, documenta come più di uno studente su 3 non abbia seguito il consiglio orientativo, come il 29,46% in particolare abbia scelto al rialzo. Forse mi fermerei un attimo e ascolterei Luca. Sono convinta che cambiare idea (e valutare il parere dei professori), in alcuni casi non sia assolutamente una sconfitta.

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