Disabilità, e la danza è senza limiti

A Milano, il 22 settembre al Teatro Elfo Puccini, il festival “Dreamtime” dedicato al dialogo tra le varie abilità del corpo in movimento, tra normodotati e diversamente abili.

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Esiste un quoziente terapeutico nell’ arte? E i portatori di handicap possono diventare attori o ballerini? “Dreamtime: danza senza limiti”, festival internazionale, nato dal cammino dell’ Associazione milanese “Viaggiatori dell’ anima”, idealmente partecipa - il 22 settembre al Teatro Elfo Puccini di Milano - a un dibattito nato addirittura all’ inizio del secolo scorso, quando un teorico dell’ arte del movimento, Rudolf Laban, proclamò che “ogni uomo è un danzatore”. Oggi l’ assunto è di grande attualità: tutte le arti sono variamente interessate al valore della differenza tra popoli, comportamenti, stili di vita e… naturalmente persone.


Giunto alla quinta edizione, il festival sposta quest’ anno il suo focus dal legame tra danza e disabilità “all’ incontro tra differenti capacità fisiche, psichiche e sensoriali”
, come dice Paola Banone, la direttrice. E forte della positiva esperienza della sua MixAbility Dreamtime, compagnia estemporanea, composta di ballerini normodotati e diversamente abili, offre il 22 settembre - al Teatro Elfo Puccini di Milano - il suo rinnovato sguardo sul concetto di “diversità” ma anche di danza priva di limiti. “Tutti i corpi parlano”, dice Alito Alessi, il principale animatore statunitense della “Dance Ability”, non una tecnica ma uno sviluppo della Contact Improvisation (celebre metodo di danza a contatto, nato, in America, negli anni Sessanta) che unisce corpi sani e malati.

Ospitata ad Avignone e persino a Londra, in occasione delle Olimpiadi, con Corpo fechado, corpo aberto, della coreografa portoghese Carla Vendramin, la compagnia MixAbility Dreamtime sarà il cuore del festival concentrato in un’ unica (lunga) giornata, ma il programma è ampio e variegato. Vi scorrono anche Peso piuma del Balletto Civile e Né di più né di meno del neonato trio friulano Bellanda. A queste coreografie, in sintonia con lo spirito di “Dreamtime”, si uniranno pure le generose apparizioni di stelle scaligere, come Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta (nei passi a due Steel di Gianluca Schiavoni e La Fenice di Massimiliano Volpini) e Gilda Gelati con Marco Pierin, quest’ ultimo interprete dell’ assolo Flourishing, ma anche creatore del duetto con la Gelati, La Chanson de vieux amantes. Un corredo di workshop, mostre e video-danze completa la giornata intitolata al “tempo del sogno (Dreamtime)”, con la prerogativa del più ampio coinvolgimento sociale.

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