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Daniela, manager Barilla: «Più ruoli hai e più moltiplichi energia, motivazione ed efficienza»

Daniela Sorrentino, Human Resources Sr. Manager Region Italy Barilla, diciotto anni nelle risorse umane per vocazione e mamma di tre figli per passione, racconta cosa ha imparato con la maternità e dice: «Bisogna promuovere una nuova cultura della genitorialità in azienda»


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Daniela Sorrentino ha 42 anni ed è Human Resources Sr. Manager Region Italy Barilla, una delle 7 business unit di Barilla, che rappresenta circa il 50% del giro d'affari del Gruppo. All’ interno della Region Italy è il riferimento HR per le funzioni Marketing, Shopper & Trade Marketing, Customer Teams, Customer Service, Finance, e Cucina Barilla. È il riferimento per circa 200 persone ed è responsabile dell’ implementazione dei processi HR, della cura e dello sviluppo delle persone nelle aree di riferimento. In Barilla da circa 13 anni, Human Resources per vocazione da circa 18 anni, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in contesti organizzativi diversi. Dalla Supply Chain alla Società di Logistica del Gruppo, passando per i mondi Finance &Administration, IT, Legal, Communication & External Relation, Strategy, Internal Audit e infine approdata alla Region Italy dove ha scoperto il fascino delle funzioni Commerciali e di Marketing. 

Daniela Sorrentino è madre di 3 figli: Sofia 8 anni, Riccardo 6 anni e Matteo 4 anni. La famiglia è tra i valori portanti di Barilla e questo è solo uno dei motivi per cui è orgogliosa di farne parte. Date la passione per il ruolo, la profonda conoscenza dell’ Azienda e “delle persone Barilla” e l’ esperienza della maternità, si è fatta addirittura promotrice - nell’ ambito di un più ampio percorso di Diversità ed Inclusione - di un programma chiamato Winparenting che ha l’ obiettivo di promuovere una nuova la cultura della genitorialità in Azienda. MAAM, (l’ unico programma di formazione aziendale al mondo che trasforma la maternità e la paternità in un master in competenze chiave per la crescita professionale https://www.maam.life/)  rappresenta per lei il cuore di questo programma perché è l’ emblema del cambio del paradigma della genitorialità. Lei stessa, in quanto madre, ha tratto benefici dal percorso MAAM e quindi ne promuove l’ efficacia ed il valore.

«Le esperienze di cura, come quella della genitorialità, sono una straordinaria opportunità per lo sviluppo di soft skills e human skills, di cui le persone all’ interno delle aziende e le aziende stesse hanno tanto bisogno. MAAM consente di prendere piena consapevolezza di ciò e di fare pratica per attivare il meccanismo della transilienza (ovvero del trasferimento di competenze da un ambito all’ altro della vita). Dall’ altra, ho scoperto la teoria dell’ Accumulo dei Ruolisecondo la quale all’ aumentare dei ruoli nella vita, le persone non devono necessariamente dividersi (come se fossero una torta) ma aumentano l’ energia, la motivazione, l’ efficienza e - strano ma vero - l’ efficacia nella gestione dei diversi ruoli. Ovviamente perché questo accada le aziende devono lavorare alla creazione di un ambiente inclusivo e culturalmente evoluto».

Quali competenze ha sviluppato diventando mamma che poi si è portata anche nel lavoro?

«Sicuramente la gestione del tempo e delle priorità. Questa era decisamente una delle mie aree di miglioramento, ho imparato a dare il giusto peso alle cose e a non occuparmi di ciò che non è prioritario e che non crea valore. Penso di essere migliorata molto anche nell’ ambito di alcune Competenze Relazionali, in particolare empatia e ascolto. Per un HR queste competenze sono molto importanti e negli anni in tanti mi hanno riconosciuto un buon livello di competenze relazionali. Madiventando madre ho capito che non era abbastanza… l’ ascolto quello vero, l’ entrare in empatia con gli altri, richiede impegno, attenzione, silenzi, nessun preconcetto, … ascolto, semplicemente ascolto… non è facile ma i miei bimbi sono stati e continuano a essere una bella palestra!»

È necessario cambiare paradigma e mentalità sulla genitorialità?

«Sì, assolutamente. Purtroppo ancora oggi la genitorialità viene vissuta come un problema per le lunghe assenze che comporta e per la riduzione della flessibilità che ne deriva. E’ necessario cambiare questo paradigma e consente di trasformare un problema in un’ opportunità di sviluppo di preziose competenze. Con 20 minuti a settimana, puoi imparare a far tesoro di ciò che la vita ti ha donato; smettere di sentirsi “in colpa a lavoro” per voler essere un bravo genitore, e di sentirti “in colpa a casa” per voler essere un bravo manager; imparare che abbattere le barriere tra i vari ambiti della vita ti fa star bene ed è un arricchimento per te e per la tua azienda».

 

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