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Siria, "padre Dall'Oglio in mano a un gruppo islamico"

Il sequestro è l'ipotesi avanzata dal ministro degli Esteri Bonino. Del gesuita, impegnato nel dialogo interreligioso, non si hanno tracce da giorni.


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I timori che si rincorrevano da giorni ora sembrano avere trovato, purtroppo, una conferma. Padre Paolo Dall'Oglio «pare sia stato sequestrato da un gruppo islamico», che è una «versione locale di Al Qaeda, sostanzialmente con un nome diverso». A dichiararlo è stata il ministro degli Esteri Emma Bonino, intervenendo al programma Unomattina. Padre Dall'Oglio, gesuita romano vissuto per trent'anni in Siria, dove aveva fondato il monastero di Deir Mar Musa, strenuamente impegnato nel dialogo interreligioso, è sparito ormai da diversi giorni, nel Nord della Siria, dove era arrivato probabilmente per compiere una missione di intermediazione.

Dall'Oglio era stato espulso dal Paese a giugno del 2012, in conseguenza delle posizioni critiche che aveva apertamente assunto contro il regime di Assad. Per quale ragione sia rientrato, giorni fa, resta al momento un mistero. «Ha lasciato detto: se entro 72 ore non torno, preoccupatevi», ha detto ancora il ministro Bonino. «Le ore sono passate ma ce ne stiamo occupando, anche se un po' al buio perché non abbiamo dettagli, né sappiamo con chi stava trattando».

Profonda preoccupazione hanno espresso i Gesuiti del Medio Oriente con una nota inviata all'agenzia Fides e firmata dal provinciale padre Victor Assouad. Oltre alla situazione critica di padre Dall'Oglio, il provinciale lancia un appello anche per padre Frans Van der Lugt e le persone che insieme a lui vivono nella residenza gesuita di Boustan Diwan, nel centro della città di Homs. Qui, come ha denunciato l'Unicef, 400mila civili sono rimasti isolati a causa della nuova offensiva delle forze governative contri i ribelli.

L'agenzia Onu per l'infanzia pochi giorni fa ha lanciato l'allarme per la situazione di emergenza di donne e bambini nella città martoriata di Homs e ha chiesto sia alle forze del regime che ai ribelli di lasciar entrare gli aiuti umanitari per soccorrere i civili che hanno abbandonato le loro case, si sono rifugiati nel quartiere di Waer per sfuggire ai combattimenti in altre parti della città e hanno trovato riparo in edifici pubblici e scuole.

Un appello per padre Dall'Oglio è stato lanciato anche da Shady Hamadi, 25enne scrittore e attivista per i diritti umani italo-siriano, che fin dagli inizi della crisi siriana è impegnato nel sensilizzare l'opinione pubblica italiana sul dramma del suo popolo. «Invito la Chiesa, il Papa, a non lasciare più solo il popolo siriano», ha detto Hamadi, «e a richiamare quella parte del clero cristiano che in Siria si è schierato con il regime perché colluso con esso. I cristiani, come dimostra Dall'Oglio, sono attori principali di un cambiamento democratico che in Siria deve avvenire».

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