Corno d'Africa: la crisi si estende

Somalia, Etiopia, Kenya, Repubblica di Gibuti, Eritrea i paesi già fortemente colpiti, Sud Sudan, Uganda e Tanzania quelli a rischio. Se la Somalia è il paese più colpito, a causa della situazione di anarchia e di conflitto in cui il versa da anni, anche negli altri paesi la carestia si sta espandendo.
In Etiopia in particolare sono 4.5 milioni le persone in stato di bisogno, soprattutto ad sudest, ma anche in altre zona più ad ovest, nelle diocesi di Soddo Osanna e Awassa. Inoltre stanno arrivando centinaia di profughi dalla Somalia, che si concentrano soprattutto nel campo di Dolo Odo, in Etiopia meridionale. Caritas Etiopia sta distribuendo acqua e cibo a circa 80.000 persone e sta predisponendo un piano di aiuti per sostenere la ripresa delle attività agricole.
In Somalia la situazione rimane gravissima e anche gli integralisti islamici (Shabab) che controllano gran parte del Sud del paese sono disponibili a lasciare entrare le organizzazioni umanitarie per aiutare la popolazione locale.

In Kenya, oltre 3.2 milioni di persone sono colpite dalla carestia, soprattutto nel nord del paese. Arrivano circa 1.700 somali al giorno che si concentrano nel campo profughi di Dadaab, il più esteso al mondo, che accoglie ormai 440.000 persone. Caritas Kenya è impegnata nel fornire aiuto alimentare a circa 40.000 persone, soprattutto a Nord e nelle aree circostanti il campo di Dadaab.

Come sostenere Caritas Italiana

C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Carestia Corno d Africa 2011”. Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma   Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
  • Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
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  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma   Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d ufficio)
Caritas Italiana, da anni impegnata nel Corno d Africa a sostegno della Chiesa locale, ha subito messo a disposizione un primo contributo di 300.000 euro per aiuti immediati. Come auspicato dal Santo Padre ha lanciato una raccolta di fondi per sostenere le azioni di solidarietà concreta e nel contempo ha invitato a riflettere sulle cause strutturali di queste sofferenze: la dipendenza dall esterno per l approvvigionamento di cibo, l innalzamento dei prezzi di cibo e acqua, le situazioni di conflitto, i cambiamenti climatici. Cause che interrogano le coscienze e gli stili di vita di tutti.

Quattro milioni e mezzo di etiopi sono in pericolo di sopravvivenza a causa della crisi.
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