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Convittiadi: le vedremo in Tv ne "Il Collegio". Ecco cosa sono davvero

I ragazzi protagonisti del docu-reality ambientato nel 1960, in onda stasera in prima serata su Rai2, penultimo appuntamento con l'esperimento sociale che mescola i linguaggi del documentario e del reality show, si cimenteranno in una giornata di gare sportive: le Convittiadi. Questa specie di Olimpiade dei convitti italiani esiste davvero e si tiene ogni anno. Ecco che vi spieghiamo cosa sono.


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In onda per la penultima puntata stasera, alle ore 21.20 su Rai2, Il Collegio è un viaggio negli anni Sessanta, con la voce narrante di Giancarlo Magalli che, grazie al ricco archivio delle teche RAI, commenterà le immagini dell’ epoca.

 

Dopo l’ abbandono di Davide Erba, proseguono l’ esperienza formativa all’ interno del Collegio Convitto di Celana a Caprino Bergamasco in 16: Carla Addonisio, Swami Caputo, Jenny De Nucci, Pietro Dell’ Aquila, Silvia Di Santo, Marika Ferrarelli, Dimitri Tammaro Iannone, Veronica Mastro, Alessio Milanesi, Filippo Moras, Federico Nobile, Adriano Occulto, Ludovica Olgiati, Arianna Pasin, Giovanni Petrigliano e Filippo Zamparini.

 

Il grande evento di questa settimana sono le “Convittiadi”, una giornata interamente dedicata a gare sportive.

 

In realtà, le Convittiadi esistono davvero e si tengono ogni anno. Sono le olimpiadi nazionali dei Convitti italiani, annualmente organizzate da uno degli Istituti Educativi nazionali aderenti all’ ANIES (l’ Associazione Nazionale degli Istituti Educativi Statali).Ogni edizione coinvolge oltre 1500 ragazzi e ragazze, dagli 11 ai 16 anni, chiamati a confrontarsi in diverse discipline sportive e artistiche.

 

«Ho partecipato con la mia scuola media, la Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa di Milano, ex Collegio delle Fanciulle, al campionato di pallavolo», spiega una ragazza di nome Beatrice. «Sono stati giorni divertenti. Eravamo a Lignano Sabbiadoro, in una grande struttura dove eravamo anche alloggiati.Durante il ritorno verso Milano, siamo andati anche a visitare i siti archeologici di Aquileia».

 

Insomma, tanto sport, amicizia e anche un pizzico di cultura. Infatti, nelle intenzioni di chi le organizza, i valori che devono essere condivisi tramite questa manifestazione sono la sportività, la cultura, la socializzazione, la fratellanza, la condivisione, il confronto, il rispetto e la lealtà, la conoscenza, l’ amicizia, ma anche la scoperta del territorio e la valorizzazione del talento. Valori strettamente appartenenti alle realtà convittuali.

 

Le Convittiadi diventano inoltre un importante momento di apprendimento, di divertimento e di aggregazione, che permette ai ragazzi di vivere nuove esperienze, fare nuove amicizie, e conoscere nuovi territori.

 

Il Progetto Convittiadi è stato ideato dal convitto Paolo Diacono di Cividale. Nacque da un accurato lavoro dal dirigente scolastico Giancarlo Scoyni che, nell’ estate 2006, lo illustrò per la prima volta ai referenti dei Convitti Nazionali durante un seminario degli insegnanti che si tenne presso il convitto Maria Luigia di Parma.

 

«E’ un progetto che negli anni dovrà diventare itinerante», disse allora Scoyni, «poiché dovrà contribuire alla graduale crescita di tutti gli Istituti Educativi sparsi sul territorio nazionale».

 

Infatti, così fu. Dapprima, per favorirne la comprensione dei contenuti e agevolare gli aspetti logistici e organizzativi da parte di tutti gli altri convitti ed educandati nazionali, l’ Anies diede mandato a quel convitto di gestire l’ organizzazione delle prime 3 edizioni del Progetto (2007, 2008, 2009), dopodiché iniziò la fase itinerante. Dopo le prime tre edizioni realizzate in Friuli, presso il villaggio Ge.tur di Lignano Sabbiadoro, negli anni successivi i ragazzi si incontrarono per due edizioni in Piemonte (2010, 2011), altre due volte in Sardegna (2012, 2013), una in Sicilia (2014), una a Bibione (2015). Lo scorso anno le Convittiadi sono ritornate nella loro prima sede, a Lignano Sabbiadoro.

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