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Conte, la fede e quei dubbi evangelici sul programma

La devozione a padre Pio, il rapporto con Villa Nazareth, il collegio universitario che forma le menti migliori del cattolicesimo democratico. Ma anche i punti del "contratto" che stridono con la dottrina sociale della Chiesa...


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Da villa Nazareth gli auguri sono arrivati subito. Il professor Giuseppe Conte, nella comunità dalla quale sono passati anche Mattarella, Prodi, Moro e Scalfaro e in cui erano di casa Leopoldo Elia e Pietro Scoppola, è stato ammesso nel 1983. Il collegio universitario che forma le menti migliori del cattolicesimo democratico ha messo in rilievo «la sua amicizia con il cardinale Achille Silvestrini (presidente della Fondazione Comunità Domenico Tardini Onlus, che gestisce il Collegio) e con tutti noi» e il fatto che «Giuseppe Conte non ha fatto mai mancare a Villa Nazareth l’ apporto della sua amicizia e della sua rilevante capacità accademica prima, come tutor degli studenti, e professionale poi. Oggi il professor Conte è membro del Comitato Scientifico del Collegio Universitario e continua ad esserci vicino con competente dedizione e affetto». Tra i professori, ricorda la stampa, Conte ha avuto anche il cardinale Pietro Parolin, oggi segretario di Stato vaticano.

Devoto di padre Pio, con uno zio frate (fra Fedele) che ogni giorno prega per lui nel santuario di San Giovanni Rotondo, Giuseppe Conte è nato a Volturara Appula, paesino pugliese di cui è originaria Maria Gargani, prima figlia spirituale di padre Pio, che sarà beatificata il prossimo 2 giugno.

Ricordato da molti come studioso e riservato, Conte dovrà adesso cimentarsi con l’ incarico di Governo e con alcuni punti del cosiddetto “contratto” che stridono con la dottrina sociale della Chiesa. Forse proprio per ricordargli le radici cattoliche la Comunità villa Nazareth, nel formulagli «i più fervidi auguri per il delicato incarico affidatogli dal Presidente della Repubblica» ha voluto ricordargli chiaramente «ciò che è punto di riferimento costante nel cammino educativo del nostro Collegio: i talenti e la cultura vanno posti a servizio del bene della società in cui siamo chiamati ad operare».

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