La figlia è malata e i colleghi gli regalano giorni di ferie pagate

C'è una bambina malata e i colleghi del padre con una colletta sono riusciti a raccogliere trecentocinquanta giorni di ferie pagate per permettergli di seguirla durante le cure senza perdere un giorno di ferie o di stipendio. Esempi virtuosi anche in Italia dove c'è finalmente una legge come quella francese.

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Le chiamano ferie solidali. In Francia sono già legge da un anno. E sono tornate in questi giorni come un diapason ad “accordare” le nostre coscienze, facendole vibrare, con consequenziali implicazioni dal punto di vista etico e politico sul loro valore. La bella notizia è arrivata dalla Francia ed è ben raccontata dal sito Le Reveil. A Gaville, nei pressi di Aumale, Alta Normandia Jonathan e Marine Dupré non perderanno né lo stipendio né il posto di lavoro per assistere la loro bambina malata di un cancro al rene: i colleghi con una colletta sono riusciti a “tirar su” trecentocinquanta giorni di ferie pagate per permettere ai genitori della piccola, che avevano finito le proprie, di assisterla dal momento dell'operazione ai cicli di chemioterapia.

Naelle ha cinque anni, una malattia orribile al posto dei giocattoli e un bisogno di cure e affetto esponenziali. Oggi possibili grazie a quel gesto di solidarietà che risuona in maniera prepotente nella Francia della “Liberté, Egalité, Fraternité”. Perché fa capire come quegli ideali siano ancora vivi dopo più di duecento anni. Al di là di una legge, prima di una legge. Il caso di Mathys Germain, il bambino morto per un tumore al fegato nel 2012, docet. Christophe, il suo papà coraggioso, si era visto donare dai colleghi giorni di vacanze, un atto di grande generosità interno all'azienda che solo successivamente si è trasformato in legge: la legge Mathys che oggi regola tutti questi casi e che nasce dalla pancia di una nazione.

É questo il significato più alto della politica: mettere al centro di ogni riflessione e di ogni azione l'essere umano. Esempi virtuosi di come il singolo arrivi prima dello Stato ce ne sono anche in Italia. Protagoniste due aziende di trasporto pubblico locale, l'Arpa Abruzzo e il Ctt Nord delle province di Pisa, Livorno e Lucca, che hanno sottoscritto delle intese interne con cui hanno dato la possibilità ai colleghi di scambiarsi le ferie e i giorni di riposo per malattia grave. Caso emblematico, nel 2013, è quello di Rossella Cionini, pisana, autista del Cct, una vita deragliata a causa di un tumore: duecentocinquanta colleghi con una sottoscrizione volontaria le hanno permesso di curarsi senza per questo rinunciare al posto di lavoro.

Ed è così che ci piace immaginare le aziende: comunità di esseri umani prima che di lavoratori, in cui il bene del singolo è il bene di tutti e in primis dell'azienda stessa. Finalmente anche in Italia, lo scorso 14 settembre, è arrivato il decreto legislativo tanto atteso. Punto di partenza per uno Stato che ha cuore la persona.

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