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Claudio Bisio: «Quello che ho capito doppiando “L’ era glaciale”»

Intervista al popolare attore che ha doppiato il simpatico Sid nell'"Era galaciale - In rotta di collisione".


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La loro è un’ amicizia collaudata e insieme ne hanno combinate di tutti i colori: sono sopravvissuti a cataclismi naturali, hanno difeso il gruppo dai nemici, sono stati innamorati, poi scaricati e poi nuovamente innamorati. Differenze fisiche a parte, alto e magro l’ uno, basso e grassoccio l’ altro, hanno in comune una simpatia travolgente e una certa facilità nel compiere memorabili gaffe.
«Quando mi dissero di doppiare Sid rimasi un po’ perplesso», racconta Claudio Bisio. «Trattandosi di un bradipo immaginavo un animale che parla poco e dorme molto, invece lui è un logorroico gaffeur che va in letargo all’ improvviso e, proprio come me, sembra estroverso, mentre in realtà sotto sotto è timido».
La voce è quella inconfondibile dell’ attore che da quattordici anni doppia uno dei personaggi più amati de L’ Era Glaciale, un impacciato e buffo animale preistorico alla ricerca dell’ anima gemella.

IL QUINTO CAPITOLO DELLA SAGA DEL'ERA GLACIALE

Ci siamo incontrati a Roma nello studio dove stava ultimando il doppiaggio di In rotta di collisione, il quinto e attesissimo capitolo della saga, ora negli store digitali e in Dvd dal 6 dicembre. In questo episodio vedremo lo scoiattolo Scrat, sempre all’ inseguimento della leggendaria ghianda, catapultato nello spazio dove, suo malgrado, darà origine a una serie di reazioni cosmiche che spingeranno Sid e i suoi due amici, Manny il mammut e Diego la tigre, a lasciare la loro casa e intraprendere un esilarante viaggio.
Se l’ Era Glaciale mette d’ accordo tutti, grandi e piccini, gran parte del merito spetta alle splendide metafore sull’ amore, la famiglia e l’ accoglienza dell’ altro da sé che prendono corpo attraverso i personaggi. «A pensarci bene, cosa hanno in comune un mammut, una tigre e un bradipo? Esattamente nulla e piacciono così tanto proprio per questo. La diversità è il collante che li tiene uniti e li sprona ad affrontare ogni tipo di avversità, camminando sempre insieme, l’ uno accanto all’ altro», come spiega Claudio Bisio. «Sid, Manny e Diego rappresentano le tre anime di una stessa persona. Ci rispecchiamo un po’ tutti nella presunta aggressività della tigre, che però ha i denti a sciabola, così come nella genitorialità del mammut, che è padre e madre allo stesso tempo, e, infine, nella follia del bradipo, un vero e proprio “fool” shakesperiano. Tra loro c’ è una solidarietà che non sempre troviamo negli uomini. Sembrano un trio di migranti che si vogliono bene e si capiscono, al di là del colore della pelle e della lingua diversa. A dar profondità e spessore psicologico alle loro storie c’ è, inne, una sceneggiatura scritta benissimo».
Calato il sipario su Italia’ s got talent e, almeno momentaneamente, sulla tournée teatrale di Father and Son, lo spettacolo tratto dal libro Gli sdraiati di Michele Serra, Claudio Bisio è stato impegnato sul set di Non c’ è più religione, una commedia diretta da Luca Miniero (lo stesso di Benvenuti al Sud e Un boss in salotto) sull’ Italia di oggi, multietnica e con una bassa natalità.
Quando è lontano dai rifl‘ettori, Claudio ama leggere e dedicarsi agli affetti. «Vivendo molto a contatto con le persone mi piace isolarmi durante i momenti di relax, cosa non del tutto scontata per un comico abituato a stare sul palcoscenico. Mi piace recitare e mi piace la gente che mi applaude o mi fischia, ma amo anche stare per conto mio a ri‘flettere».

UNA COPPIA IN SALUTE

Claudio è padre di Alice (20 anni) e Federico (18 anni), avuti dalla moglie, la giornalista Sandra Bonzi, con cui è felicemente sposato dal 2003. Le loro rifl‘essioni sul matrimonio sono anche diventate un libro, Doppio misto, autobiografia di coppia non autorizzata, una divertente corrispondenza sulle gioie e i dolori della vita di coppia. «Volersi bene è la condizione preliminare di un matrimonio longevo e in salute. È necessario poi avere un progetto comune ed essere sinceri, veri, anche nelle sventure ed eventuali inciampi. Nel nostro caso i figli sono il progetto principale, quello in cui abbiamo investito tutte le nostre energie e continuiamo a farlo, anche ora che sono grandi, adesso forse di più di prima. Federico quest’ anno voterà per la prima volta e Alice è una dei “millennials” che si sono trasferiti all’ estero per studiare», conclude l’ attore, mentre tenta di pronunciare la difficilissima e lunghissima sigla del corso di studi di Alice. «Qualche giorno fa via Skype mi ha raccontato di essersi iscritta a un corso di teatro all’ università. In Italia forse non lo avrebbe mai fatto. Ho provato un piacere e un orgoglio enorme!».

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