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Circo Massimo, il Papa scuote i giovani e striglia gli adulti

Alle nuove generazioni Jorge Mario Bergoglio chiede di «sognare di più e con coraggio». A chi ha responsabilità educative, dentro e fuori la Chiesa, Francesco sollecita un no deciso nei confronti di ogni forma di pessimismo e una coerenza di vita: «dove non c’ è testimonianza non c’ è lo Spirito Santo». Un coinvolgente incontro durato più di due ore, ricco di domande anche pungenti alle quali il Pontefice non s'è sottratto. Rispondendo a tutte


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C’ è uno smarrimento nei giovani italiani e la responsabilità è anche degli adulti. Se dai centomila del Circo Massimo (pienissimo) arrivasse un annuncio, suonerebbe più o meno così: “AAA educatori cercasi”. Credibili, appassionati, presenti soprattutto. Nessuna generalizzazione. E non sarebbe neanche giusta. “Avevo deciso di affidarmi al parere di alcuni adulti”, Letizia, 23 anni, racconta a papa Francesco che si era rivolta al suo professore d’ arte perché voleva studiare Arte proprio come lui. “C’ è la crisi, lascia perdere, vai a studiare Economia”, la risposta. È la prima testimonianza del dialogo tra il Papa e i giovani italiani al Circo Massimo. Lucamatteo immagina il suo futuro come una “diapositiva bianca”. Il nulla, niente colori, neppure il grigio del pessimismo. 

Il Papa risponde a braccio, tralasciando il testo scritto già preparato. “Un giovane che non sa sognare è anestetizzato, non sa capire la forza della vita. Il vostro lavoro è trasformare i sogni nel futuro della vita. Portateli avanti con coraggio. È triste vedere i giovani sul divano, come se fossero in pensione a 22 anni”. E i sogni, avverte Francesco, “hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza”. 

Paura è l’ altra parola evocata dal Papa: “I sogni dei giovani fanno un po’ di paura agli adulti. Forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare”. Il Pontefice ricorda un giovane italiano del XIII secolo che, dice, “sognava alla grande”. Era San Francesco. “Dicevano che era pazzo e invece la sua testimonianza fa tanto bene ancora oggi”, commenta Bergoglio tra gli applausi dei centomila del Circo Massimo. Poi cita una frase di San Giovanni XXIII: “Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene”. E lo fa ripetere due volte ai ragazzi consigliandogli di impararla a memoria.

Martina, 24 anni, voce forte e un po’ arrabbiata, racconta che il suo professore afferma che la generazione dei ragazzi di oggi non sa scegliere neanche cosa guardare in Tv, figuriamoci la scelta di un legame forte.  Confida al Papa che è in imbarazzo: “Io percepisco che gli adulti si aspettano questo da me: che prima raggiunga una professione, poi inizi a essere una persona e impegnarmi con un uomo in una relazione. Abbiamo bisogno di adulti che ci ricordino quanto è bello sognare in due. Abbiamo bisogno di adulti che pazientino nello starci vicino e così ci insegnino la pazienza di stare accanto, che ci ascoltino nel profondo e ci insegnino ad ascoltare, piuttosto che avere sempre ragione. Non pensa”, chiede al Papa, “che siano rare le figure di adulti davvero stimolanti? Perché questo tocca qualche volta anche i preti e gli educatori?”. I ragazzi annuiscono e applaudono. Francesco risponde che l’ amore è “mettere tutta la carne sulla griglia, non tollera mezze misure. Oggi l’ idea di scelta che respiriamo è un’ idea di libertà senza vincoli, impegni è sempre con qualche via di fuga. L’ amore è un lavoro a due, rischiate”, dice rivolto ai giovani, “per l’ amore vero non l’ entusiasmo truccato da amore”.

Dario, 27 anni, lavora come infermiere in un reparto di cure palliative con i malati terminali. “Perché Dio permette tutto questo?”, è la domanda. Poi afferma che “la Chiesa sembra sempre più distante e chiusa nei suoi rituali. Non sono più sufficienti le ‘imposizioni’ dall’ alto, a noi”, incalza, “servono prove e una testimonianza sincera di Chiesa che ci accompagni e ci ascolti per i dubbi che la nostra generazione quotidianamente si pone. Gli inutili fasti e i frequenti scandali rendono ormai la Chiesa poco credibile ai nostri occhi”.

Francesco dice che quella di Dario è una domanda forte, “un giudizio severo su di noi pastori, tutti” sottolinea, e spiega: “Non sempre siamo chiusi nei nostri rituali ma alle volte è vero. Dobbiamo rischiare noi stessi nella testimonianza, dove non c’ è testimonianza non c’ è lo Spirito Santo”. E avverte che lo scandalo di oggi è una “Chiesa formale, chiusa in se stessa. Il clericalismo riguarda tutti noi, non solo i chierici, è una perversione della Chiesa”. E chiediamoci: “Io do testimonianza tutti i giorni con la mia vita o mi limito a criticare il prete o il vescovo che non dà testimonianza? Ricordatevi, la Chiesa senza testimonianza è fumo”. 

Le parole di Benigni sull’ articolo 2 della Costituzione e quelle di Giovanni Paolo II contro la mafia nella Valle dei Templi di Agrigento fino a quelle di Paolo VI in un’ udienza del 1968: “Nessuno dica entrando nella Chiesa: io qui sono forestiero. Ognuno dica: questa è casa mia”. La veglia di preghiera per il Sinodo dei giovani è ricca di suggestioni e musica, silenzio e preghiera. 

Federica da Chieti è rimasta colpita dal discorso del Papa sull’ amore che, dice, “è un lavoro che si fa in due”. Luca da Crotone: “Francesco ha detto che non dobbiamo rinunciare ai nostri sogni e non dobbiamo mollare, questo è un messaggio che sento molto vicino e molto convincente”. Benedetta da Fondi: “Mi ha fatto molto riflettere l’ invito ripetuto più volte da Francesco di coltivare l’ amore, quello vero, quando arriva. Io credo che un legame serio sia superiore anche alla carriera”.

Viene proclamato il Vangelo della Risurrezione di Gesù. La riflessione del Papa è ancora un invito a rischiare: “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il regno di Dio e impegnarvi per un’ umanità più fraterna”. 

I ragazzi applaudono. È scesa la sera su Roma. Ora comincia una notte particolare di preghiera, riflessione, adorazione silenziosa nelle chiese attorno al Circo Massimo e al Colosseo. Di là dall'aria di festa, ci sarà ancora molto da riflettere su questo incontro di papa Francesco con i giovani. Soprattutto per gli adulti.

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