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Benessere

Basta la manovra di Heimlich per salvare una vita

Un decreto legge prevede di introdurre in ogni scuola le azioni salvavita per disostruire le vie aeree tramite personale appositamente formato.Le vittime più frequenti sono i bambini, che ingoiano alimenti e corpi estranei. Di che cosa si tratta e come si esegue.


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Un boccone troppo grosso o un oggetto ciucciato da un bambino possono trasformasi in potenziali pericoli: il volto diventa cianotico, la bocca si apre a cercare inutilmente l’ aria. In questi drammatici momenti il crinale tra la vita e il dramma ha un nome ben preciso, manovra di Heimlich: una serie di colpi secchi e decisi che un genitore, un amico, un semplice passante ha la prontezza di riflessi di eseguire senza perdere tempo e soprattutto applicando la corretta procedura.Ogni anno in Italia, secondo l'Istituto superiore di Sanità, si verificano circa 450 episodi di inalazione di corpo estraneo ogni anno, con una mortalità che si aggira intorno a 30 bambini con meno di 4 anni ogni anno. In particolare, il 65 per cento delle vittime sono bambini da 2 mesi a 2 anni di vita.   E presto in ogni scuola ci sarà qualcuno in grado di eseguire la manovra: lo prevede  un decreto di legge in cui si sottolinea la necessità che la manovra venga maggiormente diffusa e in taluni contesti, dove la presenza dei bambini è prevalente (asili nido, scuole primarie, colonie, mense scolastiche, campi estivi), e che venga resa obbligatoria, attraverso la previsione di una formazione ad hoc di unità del personale che siano in grado di intervenire correttamente con questa manovra salvavita. L'art. 1 del ddl, depositato a fine marzo e in attesa di assegnazione in commissione, prevede che nelle scuole dell'infanzia, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado nonché nei contesti ricreativi frequentati da bambini in età compresa tra 0 e 12 anni compiuti sia « prevista la formazione di un'unità del corpo docente o non docente per ogni centocinquanta bambini, o frazione, capace di eseguire la manovra di disostruzione delle vie aeree».E negli istituti comprensivi, «il dirigente scolastico assicura la presenza di almeno un'unità formata ad eseguire la manovra di disostruzione delle vie aeree presso ogni plesso».L'art. 2 disponde che la formazione del personale docente interessato i fini di cui all'articolo 1 è effettuata da istruttori in 'Basic life support-Defibrillation' e in 'Pediatric basic life support-Defibrillation' accreditati presso le strutture del servizio di emergenza territoriale 118 del Servizio sanitario nazionale e abilitati ai sensi di legge.  Infine, è stabilito che durante l'espletamento del servizio mensa, laddove tale servizio sia previsto alle strutture interessate, ovvero nelle sale ristorante, in caso di spostamenti, gite o visite culturali, «l'unità del corpo docente formata all'esecuzione della manovra di disostruzione delle vie aeree deve presenziare per l'intera durata del pasto presso il locale adibito alla consumazione dei pasti».

DALL’ IDEA DI UN MEDICO

La manovra prende il nome dal medico statunitense Henry J. Heimlich (classe 1920, morto nel dicembre scorso), che ha pubblicato per la prima volta il suo metodo sulle riviste scientifiche nel 1974. Da allora si calcola che solo negli Stati Uniti la corretta applicazione di questa tecnica ha permesso di salvare oltre 50.000 persone. La manovra è stata anche adattata a persone affette da asma o con fibrosi cistica.

IN CHE COSA CONSISTE LA MANOVRA

«È noto che le vie aeree danno passaggio solo e soltanto all’ aria», spiega il dottor Gian Piero Sbaraglia, primario emerito di otorinolaringoiatria e direttore sanitario dell’ associazione Misericordia di Roma centro. «Tutto l’ apparato respiratorio è costellato di sensori e valvole (dall’ epiglottide alle corde vocali) che si attivano per chiudersi nella malaugurata evenienza che siano inalate altre sostanze, anche se gassose. La tosse insistente e spasmodica che ne consegue è un riflesso fisiologico di difesa e tende a espellere tutto ciò che sia entrato accidentalmente».

È esperienza comune che un boccone, per esempio, o della semplice saliva ci vada “di traverso”, ovvero prenda erroneamente una strada che non è quella dell’ esofago/stomaco, ma quella della laringe/trachea/bronchi. La sostanza invece di essere deglutita viene cioè inalata.

«Le cause», precisa il dottor Sbaraglia «possono essere molteplici: mangiare e bere di fretta o mentre si parla o si ride, o patologie preesistenti come il reflusso gastrico o la discinesia ipofago-esofagea… Anche le protesi dentali, soprattutto in caso di incidenti, possono mobilizzarsi e andare a ostruire le vie aeree».

Se negli adulti si tratta di fenomeni rari, diverso è quando si tratta di bambini, che masticano male, introducono cibo troppo voluminoso o si mettono in bocca oggetti di qualsiasi tipo. Il 27% delle morti accidentali nei bambini da zero a quattro anni avviene per soffocamento di cibo o corpi estranei: si tratta della seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

«Quando ci troviamo di fronte a un evento di questo tipo è fondamentale mantenere la calma e chiamare immediatamente il 118», si raccomanda Sbaraglia. «E nel frattempo mettere in atto procedure di pronto intervento che in molti casi si rivelano vitali. La prima cosa da verificare è se c’ è stata un’ ostruzione delle prime vie respiratorie, ovvero se il corpo estraneo si è bloccato nel tratto oro-faringeo. In questo caso la disostruzione nei bambini viene praticata mettendoli sulle ginocchia del soccorritore, pancia sotto e testa flessa in giù. Si procede quindi a dare dei colpi con la mano aperta dal basso verso l’ alto tra le due scapole. Per gli adulti invece si interviene con la classica manovra di Heimlich».

Tale manovra prevede che il soccorritore si metta in piedi dietro la vittima, la cinga con le braccia intorno ai fianchi, sotto le ascelle. Una mano con il pugno chiuso si posiziona contro l’ addome tra lo sterno e l’ ombelico. L’ altra mano afferra il pugno e provoca una serie di spinte verso l’ alto alla bocca dello stomaco senza però comprimere la gabbia toracica. Dopo cinque compressioni si procede ad altri cinque colpi interscapolari sul dorso finché l’ oggetto non viene espulso.

«Se l’ ostruzione riguarda le basse vie aeree, ovvero il corpo estraneo è arrivato nella trachea ed è prossimo ai bronchi», specifica il dottor Sbaraglia, «bisogna valutare bene se procedere con le manovre. L’ oggetto mobilizzato rischierebbe di risalire lungo la laringe, che, contraendosi, potrebbe frenare l’ espulsione con grave compromissione delle vie respiratorie. In questo caso non c’ è altra strada che un’ immediata ospedalizzazione, con assistenza cardio respiratoria perché solo una tracheotomia d’ urgenza e una tracheo-broncoscopia potranno salvare la vita del paziente».

ECCO COME SI INTERVIENE

AFFERRARE. Se il bambino ha ingoiato qualcosa che gli sta bloccando il respiro afferrare con fermezza e la sua mandibola dal basso verso l’ alto.

APPOGGIARE. Il soccorriotre posiziona il bambino a pancia in giù in modo che abbia l’ addome sul suo ginocchio, con la testa più in basso del torace.

COLPIRE. Si danno cinque colpi con la mano aperta in mezzo alle scapole verso l’ esterno per non danneggiare la testa. L’ altra mano sostiene la mandibola.

COMPRIMERE. Il soccorritore cinge il bambino ed effettua cinque compressioni diaframmatiche seguite da altri cinque colpi intrascapolari sino alla disostruzione.

MANI IN POSIZIONE. La mano destra deve comprimere lo sterno e l’ altra mano appoggiarsi sopra per conferire un movimento a cucchiaio.

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