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Ciao Denise, nonna di Vale Rossi

E' mancata la nonna di Valentino Rossi. Intervistata da Famiglia Cristiana aveva raccontato il celebre nipote da bambino. Quando gareggiava diceva: «non ho paura e guardo tutto dall’ inizio alla fine perché so che il suo nonno lo protegge dal cielo».


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Dopo una breve malattia, è deceduta Denise, nonna di Valentino Rossi.
Aveva 82 anni ed era la madre di Graziano Rossi, anche lui campione di motociclismo e tuttora pilota di rally, padre del "dottore". La signora Pierantoni aveva vissuto a lungo con il marito Dario Rossi - scomparso qualche anno fa - nel quartiere pesarese di Muraglia, dove a suo tempo il giovane Graziano si mise in evidenza per il suo scapestrato.

Riproponiamo una nostra intervista, pubblicata su Famiglia Cristiana n.30 del 2013.

Valentinik, come Paperinik supereroe Disney, o Rossifumi, da Norick Abe detto Norifumi, idolo della 500. Ma anche The Doctor, il dottore, per dare risalto alle qualità sopraffine nel mettere a punto la moto e per l’ abilità di guida. E ancora, lo squalo bianco, Roobin Hood o l’ ultimo dei Mohicani. Sono questi solo alcuni dei tanti soprannomi di Valentino Rossi, che per nonna Denise resta sempre e semplicemente «il mio Vale». «L’ ultima volta che abbiamo passato un po’ di tempo insieme è stato a Natale, solitamente sennò, causa le gare, passa, suona e non faccio in tempo ad affacciarmi al balcone che è già volato via».

Denise Pierantoni ha 80 anni e quando parla del nipote ha gli occhi lucidi. «Fino ai cinque anni è stato con noi a Pesaro, si può dire che lo abbiamo cresciuto. Era un bambino d’ oro: bello, buono e molto simpatico. Poi con i genitori è andato a vivere a Tavullia e abbiamo continuato a vederci tutte le domeniche. L’ anno successivo i suoi si sono separati. Andavamo a trovarlo e quando era ora di ripartire, stringendosi a me, diceva: “Nonna ti prego, torna presto”».
Si commuove ancora Denise ricordando quei momenti. E non importa se in mezzo sono passati trent’ anni e Valentino è diventato un campione. «Ci sono dolori che non si dimenticano e tuttora quando gareggia prego il Signore che lo protegga per quello che ha sofferto da piccino». Un “bambino mondiale”, indirizzato da subito allo sport che l’ ha reso famoso. «Valentino non è passato dalla bicicletta », racconta Denise. «Noi abitavamo vicino a un parco dove c’ era una montagnetta di terra.
Graziano, mio figlio e suo padre, gli regalò il primo motorino che ancora non aveva due anni dicendogli: “Mi raccomando, se piangi te lo tolgo”. Lui, senza farsi vedere, quando cadeva saliva in casa e zitto, ma con i lacrimoni veniva da me dicendomi che si era fatto male. Da allora è diventato spericolato».

Genio e sregolatezza come spesso accade, fatto sta che Valentino è l’ unico pilota della storia ad aver vinto il titolo mondiale in quattro classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGP. «Finché c’ era mio marito come iniziava la gara spegnevamo la televisione. Lui seguiva ascoltando i commenti del fratello, io giravo per casa stringendo la corona e pregando. Ci sintonizzavamo di nuovo subito dopo l’ arrivo. Da quando non c’ è più, non ho paura e guardo tutto dall’ inizio alla fine perché so che lo protegge dal cielo. L’ ultima gara che ha vinto, quella in Olanda a metà giugno, ah che soddisfazione!».
Una guida spettacolare, quella di Rossi, sempre al limite, in cui i sorpassi avvengono laddove gli altri non riescono.

Luci e ombre di uno sport estremo che con l’ emozione della vittoria porta con sé anche la malinconia del rischio. Così, all’ improvviso, il sorriso di Denise si spegne ripensando a Marco Simoncelli, amico fraterno di Valentino. «Ancora lo ricordo, che paura quel giorno. Erano vicini, bastava che si sfiorassero. Loro erano legatissimi e Sic l’ avevo conosciuto una volta a casa di Vale. Poteva essere mio nipote, non ci posso pensare».

Per parlare con la nonna ci siamo dati appuntamento da Maurizio Tonucci in arte Micio, il barbiere di fiducia di Muraglia che da sempre taglia i capelli prima delle gare a Valentino: «È diventata una sorta di scaramanzia e negli anni glieli ho fatti in tutti i modi», aggiunge lui.
Esattamente come fa tutta la famiglia quando vuole riuscire a vederlo. «Sappiamo a che ora arriva», spiega Denise «e ci raduniamo tutti. La foto insieme, quella pure è stata fatta qui. Nemmeno mi ero accorta. Poi quando ho visto il ritaglio di giornale ho sorriso sentendomi dire che ci somigliamo. Ma si può somigliare a una donna di 80 anni?». Nel frattempo dal pc seguiamo le prove della gara successiva. «Le prime live del venerdì», mi spiega Graziano Rossi, ex pilota, senza distogliere mai gli occhi dallo schermo. «A un figlio insegni ciò che ami, poi speri che sarà così anche per lui».

Passione corrisposta se Vale da sempre usa il numero 46 per la moto, nonostante abbia potuto avere l’ 1 come campione in carica: per portare lo stesso numero utilizzato nel motomondiale dal padre. Prima di salutarci non posso non fare a Denise la domanda per eccellenza alle nonne. C’ è un piatto preferito da suo nipote? «I cappelletti. Quando chiama e mi chiede cos’ ho da mangiare, se rispondo i cappelletti stai certa che la risposta sarà: “Allora arrivo!”, e dopo poco è già da me».

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