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Papa Francesco ci insegna che la vocazione è un dono

Il Santo Padre ci vuole “scalzi”, senza agenda o auto di lusso. Ci vuole sempre pronti ad ascoltare e a sostenere le persone che soffrono, ad aiutare i bisognosi. Il bello è che lo fa lui per primo


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Molto, se non tutto, nasce da lì: Francesco è un uomo amante della vita, affascinato dalla Parola del Vangelo. La sola che conquista, riscalda e ingigantisce il cuore. Il Papa «venuto dalla fine del mondo» ci invita a guardare avanti, ad andare oltre, a superare ogni pur legittima nostalgia. Vuole che Gesù sia conosciuto da tutti, lontani e vicini, buoni e cattivi. Cambiano i tempi, non il cuore dell’ uomo sempre bisognoso di amare e di essere amato.

Qualcuno è preoccupato che Francesco insistendo troppo sulla misericordia di Dio ne offuschi la giustizia. Comprendiamo la sofferenza e lo sconcerto di questi fratelli. Accade sempre così quando si mette energicamente mano all’ aratro. I solchi squarciano il terreno, è vero, ma sono indispensabili per la semina. Il Papa dal tesoro della Chiesa estrae «cose nuove e cose antiche». Dio ci ama, ci desidera, ci vuole. Per noi si è fatto Carne, Pane, Parola, Amico, Amante. Ci coccola, ci corteggia, ci attrae, ci seduce. Gesù ha odiato l’ ipocrisia? Francesco chiede a sé stesso e a noi di non indossare mai l’ orribile maschera dell’ ipocrita. Gesù condannò severamente la corsa ai primi posti, agli onori, ai titoli, ai privilegi. Il Papa, sul suo esempio, ci sprona a non cadere in queste trappole insidiose. Il sabato è per l’ uomo non l’ uomo per il sabato.

La persona umana deve occupare il centro, per lei Gesù Cristo è morto ed è risorto. Amarla significa anche proteggere e custodire il creato, ci ha ricordato il Papa. Non poche volte, tememmo che la Parola che salva potesse smarrirsi, come un fiume carsico; invece, andava riemergendo da un’ altra parte, magari sotto un’ altra forma. Come l’ acqua si trova allo stato liquido, solido, gassoso, così l’ acqua della Parola, della fede, della speranza, della solidarietà.

Papa Francesco vuole che gli uomini di Chiesa, straricchi dei doni del buon Dio, siano umili, pazienti, distaccati. Amici dei poveri, dalla parte dei poveri, poveri con i poveri. Non siano vanitosi, pettegoli, seminatori di zizzanie, fomentatori di divisioni. Non ingannino il popolo di Dio.

La vocazione è un dono, si riceve, non si usurpa. Occorre servire i fratelli, non pretendere di essere serviti. Sull’ esempio di Gesù, Francesco è stato ed è severissimo con chi ha violentato, umiliato, scandalizzato i piccoli. La Chiesa non è proprietà privata, non è un rifugio, non è un trampolino di lancio, non una casta. La Chiesa “colonna e sostegno della verità” è la Sposa di Cristo, il popolo che Dio si è acquistato con il suo sangue. Questa Chiesa vogliamo servire. Soli Deo gloria. Grazie, fratello Papa. Ti amiamo.

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