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Che bravi cittadini i bambini di Budrio

La cittadinanza si può insegnare? Ci si può provare, ma non è sempre efficace. A Budrio ci hanno provato con ottimi risultati: i bambini delle elementari, sotto la guida di una ceramista locale, sono coinvolti abitualmente nella realizzazione di opere destinate all’ arredo urbano e di riqualificazione di luoghi anonimi. Una vera sfida contro il vandalismo.


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Budrio è  un paese di 18 mila abitanti, famoso per l’ ocarina, lo strumento in terracotta suonato in tutto il mondo, che è nato dalla terra di queste campagne a due passi da Bologna.  Budrio è anche  sede di un’ esperienza assolutamente originale, i cui risultati sono ormai tanti e tali da caratterizzare significativamente l’ ambiente cittadino. I bambini delle elementari,  sotto la guida di una ceramista locale, sono coinvolti abitualmente nella realizzazione di opere destinate all’ arredo urbano e  di riqualificazione di luoghi anonimi.

Tutto nasce nel 2006 quando la ceramista Lorenza Mignoli, mamma di due bambini che frequentavano all’ epoca le scuole elementari e medie, viene  interpellata dall’ amministrazione comunale, per una fornitura di materiali destinati ad un progetto a scuola. Lorenza procura il materiale ma chiede alla scuola di seguire personalmente il lavoro dei bimbi affinché l’ esperienza non resti un caso limitato, ma si possa trasformare in un progetto da portare avanti nel tempo.

Insieme a lei, i  bambini delle classi IV progettano e realizzano una serie di formelle ceramiche destinate alla decorazione di una pista ciclabile sui viali del paese.

Il progetto, ancora oggi  integro e mai vandalizzato, riscontra un tale successo da diventare stabile nell’ offerta formativa della scuola. Da quella prima esperienza, ogni anno, Lorenza ed i bambini della primaria Servetti Donati di Budrio,  realizzano nuovi progetti per il paese, individuando sempre nuovi luoghi da decorare, zone anonime da personalizzare, muri da riempire.  Dopo la pista ciclabile, ci sono stati gli addobbi per i muri esterni dell’ Asilo Nido, dove l’ intervento dei bambini con le loro ceramiche ha ha avuto lo scopi di rallegrare e colorare il muro di cinta un po’ anonimo.

L’ Albero delle Ocarine, realizzato nel 2013 da 125 bambini,  è diventato un simbolo importante del paese. Fotografatissimo da turisti e passanti, è anche stato scelto dai musicisti del Gruppo Ocarinistico Budriese come copertina di uno dei loro cd, e come sfondo di vari filmati e foto in cui suonano il tipico strumento in terracotta.

Il 2014 è stato l’ anno della Fontana dei diritti, che  ha coinvolto sei classi di bimbi di 10 anni. Il tema, i Diritti, nasce dall’ inserimento di questo laboratorio in un progetto più globale ha interessato trasversalmente le scuole di Budrio: il progetto “ConCittadini”, incentrato sul tema generale dei Diritti. I bambini hanno individuato oltre cento diritti in un approfondimento fatto parallelamente con le insegnanti e hanno preparato piccole lastre su cui la ceramista li ha trascritti. Questi diritti sono stati tradotti, con l’ aiuto delle famiglie straniere della scuola, in una quantità di lingue; si contempla perfino il diritto di Leggere, scritto in Braille.

 

Fra gli ultimi progetti realizzati, la decorazione delle panche della stazione ferroviaria e, per ultimo, il progetto più ambizioso:  il Monumento all’ Ocarina, alla cui realizzazione hanno partecipato 240 bambini,  inaugurato nel corso dell’ ultimo Festival internazionale alla presenza di musicisti da tutto il mondo.
 Tutte le opere di arredo urbano realizzate dai bambini con la ceramista sono visibili nei luoghi più significativi del paese.

In tutti i progetti, i ragazzi hanno realizzato il ciclo completo della lavorazione ceramica che prevede una prima cottura, per la trasformazione dell’ argilla in terracotta, e una seconda, per la fusione di smalti e colori. Ma soprattutto, nella misura in cui è stato di volta in volta possibile, i ragazzi hanno partecipato attivamente  alla progettazione dell’ opera contribuendo con idee e suggerimenti.
Tutte le opere budriesi sono riconoscibili per una particolarità: la cura. La realizzazione è evidentemente di mano infantile ma colpisce il fatto che il risultato è decisamente di qualità perché i bambini vengono guidati dalla ceramista a lavorare con una cura speciale, e la loro libertà espressiva viene, per così dire, incanalata entro limiti prefissati che garantiscono alle opere complessive una uniformità stilistica che non sarebbe altrimenti possibile se si considera che sono ogni anno tra 100 e 150 i piccoli artisti che lavorano sulla stessa opera.

«Nel tempo abbiamo riscontrato quanto sia anche efficace dal punto di vista “sociale” coinvolgere i ragazzi in lavori di questo tipo» dichiara Lorenza Mignoli  «il fatto che le opere realizzate dai ragazzi vengano installate in luoghi pubblici, o comunque comuni, contribuisce a creare nei loro autori un senso di appartenenza al territorio che inverte la tendenza del vandalismo, chi deturpava si fa al contrario “difensore” ciò che sente in qualche modo “suo”.  Anche per questa valenza sociale il Comune finanzia volentieri e con continuità questi laboratori che sono quasi sempre stati offerti alle classi senza chiedere alcun contributo».

Budrio ha “esportato” questo tipo di esperienza anche in Umbria, e così ad Arrone, in provincia di Terni,  Lorenza Mignoli è stata chiamata a guidare i ragazzi e alcuni insegnanti a realizzare con lei un murales di 10 mq , in ceramica, nella piazza su cui affaccia la loro scuola.

 

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La Fontana dei diritti prima del restauro con l'aiuto dei bambini...
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