«Caro Matteo, prendi più spesso il tram...»

Il presidente delle Acli Gianni Bottalico invita il primo ministro a vivere sempre di più i problemi della gente. Plaudendo in ogni caso alle politiche del Governo su migranti, Europa, lavoro, cultura e sicurezza.

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«Un consiglio per il 2016? Prendere più spesso il tram per conoscere  e vivere ancora meglio i problemi reali dei cittadini». Gianni Bottalico, presidente delle Acli, promuove le politiche di Matteo Renzi sull’ immigrazione, lo sforzo sulla cultura e la volontà di affrontare rapidamente i problemi, ma spinge il premier a guardare ancora più in profondità a quanto sta accadendo nel nostro Paese per non lasciare ai margini nessuno e «per ridare considerazione a quella fascia molto ampia del ceto medio e popolare che in questi lunghi anni – e non sto parlando solo del Governo Renzi – ha pagato fortemente la crisi».

Sui temi cari alle Acli, in particolare quello dell’ immigrazione, Bottalico plaude al «coraggio  che il Governo ha avuto di affrontare la situazione emergenziale mettendo il nostro Paese in una frontiera di accoglienza e impegno e, al tempo stesso, ponendo all’ Europa con forza il problema come tema strutturale e comune».

Subito dopo la conferenza stampa di fine anno nella quale Matteo Renzi ha rivendicato i successi del suo Governo, il presidente delle Acli torna sul tema del lavoro. E sebbene giudichi «in termini positivi tutte le operazioni volte a dare più certezza al lavoro, trasformando i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e riducendo il precariato», considera però «che questa non sia la vera risposta all’ emergenza lavoro. Non si tratta di cambiare i termini giuridici o contrattualistici. Il tema è come questo Paese pensa il suo sviluppo. C’ è la necessità di un grande piano industriale per l’ Italia dei prossimi 20 anni».

Renzi descrive un Paese in ripresa, un po’ tra il burlone e il serio sfodera le sue slide con il gufetto che fa capolino dal taccuino elencando i mali dell’ Italia e le cose che i più consideravano impossibili da fare. Dalla riforma della scuola a quella del Senato, dai posti di lavoro in più all’ emergenza immigrazione, dallo sviluppo economico alla ripresa di fiducia. «C’ è molto di positivo», sottolinea Bottalico, «anche se pensiamo che le riforme che riguardano grandi numeri di lavoratori vanno fatte in una logica di concertazione, per quanto questo termine risulti un po’ fuori moda. Siamo convinti che, proprio per la bontà del risultato, le parti devono trovare un momento di confronto e di dialogo».

E a questo proposito il presidente delle Acli spezza una lancia anche in favore dei sindacati, «che hanno un valore importante. È inimmaginabile attuare riforme nel nostro Paese senza la rappresentanza dei lavoratori. Continuiamo a ritenere questo un valore irrinunciabile. Un rapporto costruttivo tra Governo e sindacati è fondamentale proprio per affrontare le grandi emergenze».   

Tra queste, il terrorismo sul quale il Governo ha promesso investimenti. «Per ogni euro investito in sicurezza un euro va investito in cultura», ha ribadito il premier. «Questa è la strada giusta», commenta Bottalico, «perché cultura vuol dire relazione, vuol dire incontro, vuol dire costruire sul territorio momenti comuni.  Dobbiamo creare coesione sociale e, per dare risposta al terrorismo, dobbiamo essere capaci di accogliere nelle nostre comunità tutti i soggetti che ne fanno parte. Non è la politica dei ghetti, ma quella dell’ inclusione che consentirà a cittadini di diverse religioni di convivere tra loro e di sentire questo Paese come il loro Paese».

Un anno che comincia, dice il premier, «con tante speranze, con le riforme che ridanno fiducia», ma queste speranze «vanno alimentate concretamente», conclude Bottalico, «con contenuti, con azioni come quelle contro la povertà assoluta e relativa. Se vogliamo costruire grandi speranze nel Paese, soprattutto per quel ceto medio e popolare che ha molto sofferto, abbiamo bisogno di una iniziativa politica più forte che tuteli meglio questa larga fetta del Paese».

 

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