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Carlo d'Inghilterra dal Papa, ecco di cosa parleranno

Il principe Carlo in visita in Vaticano il 4 aprile. Austen Ivereigh, famoso giornalista cattolico inglese, ci racconta quali temi affronteranno domani durante l'incontro.


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«Sicuramente parleranno del destino dei cristiani in Medio Oriente, una causa che sta molto a cuore al principe. Carlo è molto preoccupato per lo sterminio dei seguaci del Vangelo in quelle terre e si commuove quando sente di nuovi omicidi».

Alla vigilia dell’ incontro tra il principe Carlo e Papa Francesco Austen Ivereigh, famoso commentatore cattolico inglese, autore di una biografia del Papa intitolata “The great reformer” e già addetto stampa del Primate di Inghilterra e Galles, spiega di che cosa è fatta la fede dell’ erede al trono britannico e quali saranno gli argomenti di conversazione col Santo Padre.

«Papa Francesco e il principe Carlo parleranno senz’ altro di ecologia. L’ erede al trono britannico crede profondamente nella causa dell’ ambiente per motivi spirituali e in lui il Papa troverà un sicuro alleato nella battaglia per difendere il Creato. E’ proprio l’ amore per la natura che ha avvicinato Carlo alla Chiesa ortodossa e alla tradizione monastica dalla quale ha derivato la convinzione che vi sia un collegamento profondo tra spirito e terra. Il principe ha visitato più volte il monastero di monte Athos in Grecia e un angolo della sua residenza di Highgrove è ricco di icone bizantine regalategli dai monaci», continua Ivereigh.

Anche i poveri, tanto cari a Papa Francesco, avvicineranno l’ erede al trono britannico al Santo Padre. «Carlo promuove decine di charities perché sente una profonda responsabilità nei confronti di chi rimane ai margini e, come Francesco crede nella società civile come terza via alternativa rispetto allo stato e al mercato», dice ancora Ivereigh.

Anche se è un cristiano convinto il principe è più aperto alle altre religioni rispetto alla mamma Elisabetta. «La Regina ha una fede profondamente protestante e biblica», dice ancora Austen Ivereigh, «mentre suo figlio è molto meno anglicano. Certo come “Supremo Governatore” difenderà la Chiesa di Inghilterra ma credo che le sue simpatie siano più ampie. In fondo, nel 1994, ha detto che, quando sarà re, vorrà difendere la fede in generale anziché una fede particolare, una frase che ha suscitato un dibattito in Gran Bretagna».

Secondo il commentatore cattolico il principe si pensa come “protettore e difensore di tutte le religioni e di tutte le fedi anche se appartiene alla tradizione cristiana”.

La fede di Carlo, spiega Ivereigh, è stata influenzata soprattutto da Laurence van der Post, una specie di guru molto eclettico con interessi che vanno dalla psicologia alla spiritualità all’ ambiente. In questo Carlo riflette il Regno Unito di oggi”, dice Ivereigh, “dove esistono molte tradizioni religiose. Quando sarà re sarà lo specchio della nazione e, di conseguenza, dovrà rappresentare tutte queste fedi”.

«Carlo, però, è diventato più cristiano negli ultimi anni», spiega Ivereigh, «e pensa che sia importantissimo difendere i fedeli perseguitati in Medio Oriente. La “Chiesa di Inghilterra” si è sempre considerata un ponte tra il mondo protestante e quello cattolico e il principe si inserisce in questa tradizione. Il suo cristianesimo è globale, più che inglese soltanto, e, in fondo, anche in Gran Bretagna, ci sono tante chiese diverse, oltre a quella anglicana, quella cattolica e ortodossa e altre correnti come quella non conformista».

Per questo i rapporti della Regina col Papa sono così buoni, secondo Ivereigh, perché Elisabetta vede la Chiesa della quale è Supremo Governatore come appartenente alla tradizione cattolica. Anche il principe si inserisce in questo contesto “ma apprezza la verità che esiste in ciascuna religione. E’ una figura eclettica universale. In questo Carlo è diverso dalla sua mamma che non parla mai chiaramente, in forma positiva, di altre religioni che non siano il cristianesimo”.

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