Cambiare il futuro

A Bari, la Fondazione Con il Sud scommette sulla possibilità di sviluppo del Mezzogiorno. Presentando i suoi progetti di sette anni e le nuove iniziative che coinvolgono tutte le regioni meridionali.

Pubblicità

Le cifre parlano chiaro: 470 iniziative, 3 "fondazioni di comunità", coinvolgimento di oltre 5.500 organizzazioni tra terzo settore e volontariato, scuole, università, enti pubblici e privati, e migliaia di cittadini interessati nelle regioni meridionali. La Fondazione Con il Sud, ente non profit nato nel 2006 dall'alleanza tra fondazioni bancarie e mondo del volontariato e terzo settore, presenta a Bari i suoi gioielli. Centinaia di progetti finanziati nelle regioni meridionali che stanno portando sviluppo e lavoro.

«L'idea è quella di scommettere sulla comunità e sul territorio», spiega il presidente Carlo Borgomeo. «Ci hanno sempre raccontato che per avere uno sviluppo civile e sociale occorreva prima avere uno sviluppo economico. Noi abbiamo scommesso sul principio opposto: lavorare sulla coesione sociale e sulla legalità, sulla dispersione scolastica, sullo sviluppo civile per arrivare poi a uno sviluppo economico. E i fatti ci stanno dando ragione. I nostri progetti puntano al protagonismo dei cittadini, delle associazioni che lavorano da anni sui territori più svantaggiati. Progetti che finanziamo e che poi hanno la forza di camminare sulle proprie gambe. Progetti in grado di ridare futuro alle comunità locali e , soprattutto, speranza ai giovani».

A Bari si parte da cose concrete. Nella prima mattinata la parola è andata agli esperti ambientali che hanno raccontato il rapporto tra cibo, produzione e rifiuti ripartendo dai dati presentati pochi giorni fa dalla Fao e che danno il quadro allarmante degli sprechi alimentari nel pianeta. Il manifesto "Territorio zero", ideato da Angelo Consoli, presidente Cetri-Tires per la terza rivoluzione industriale, spiega che il punto fondamentale è quello di« spingere a consumare i prodotti del territorio, senza importare le carote dalla Cina. Se il coltivatore non ha un mercato principalmente locale si finisce con il paradosso che a lui il compenso resta uguale a quello di 40 anni fa, mentre al consumatore viene a costare 50 volte di più con uno spreco e un inquinamento che coinvolge tutto il mondo».

La Fondazione Con il Sud, pensando proprio a questi sprechi e alla situazione italiana che vede una produzione annua di rifiuti pari a 31,8 milioni di tonnellate all'anno, ha finanziato una serie di progetti per limitare la produzione di rifiuti.

Modello da imitare il progetto già funzionante a Lucca di "Rifiuti zero" con una serie di proposte per limitare la produzione di rifiuti, migliorare la raccolta differenziata e il sistema di riciclo. I bandi sono stati appena chiusi e i progetti avviati da poco: «Si tratta di esperimenti su cose particolarmente complesse, ma che possono diventare dei modelli da imitare. Il rifiuto, paradossalmente, va considerato un bene comune nel senso di trattarlo come un qualcosa che può creare sviluppo sia limitandone la produzione che rimettendolo in circolo con speciali tecniche che possono arrivare ai rifiuti zero», come hanno già sperimentato con successo nel comune di Capannori, a Lucca. 

Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud
Pubblicità