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Cacciato il sindaco anti-abusivismo. Come nel film di Ficarra e Picone

Angelo Cambiano, sindaco di Licata nell'agrigentino, è stato sfiduciato perché ha mantenuto le promesse, facendo abbattere le case costruite irregolarmente. Proprio come nell'ultimo film L'ora legale del duo comico siciliano che manifestato solidarietà al loro conterraneo.


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In un paese siciliano viene eletto sindaco un professore che ha tra i punti qualificanti del suo programma la lotta all'abusivismo edilizio. Solo che quando i cittadini capiscono che fa sul serio e vedono le ruspe abbattere le loro case, decidono che quel sindaco non va più bene e lo fanno defenestrare. Questa è la trama di "L'ora legale", l'ultimo fortunatissimo film del duo Ficarra e Picone che è andata in scena pari pari nella realtà a Licata, con protagonista suo malgrado il primo cittadino Angelo Cambiano. 

Professore di matematica, Cambiano è stato eletto due anni fa in una lista civica appoggiata dal Pd. Licata, come tutti i paesi che si affacciano sul litorale agrigentino, è deturpata dalla piaga delle case abusive.  Lì come altrove ci sono delle sentenze definitive della magistratura che ne ordinano la demolizione. Per renderle esecutive c'è però bisogno dell'intervento dei sindaci che di norma si guardano bene dal farlo, non solo per non urtare i cittadini che li hanno votati ma perché loro stessi quasi sempre possiedono delle case costruite, diciamo così, non rispettando tutti i crismi della legalità. Il caso più emblematico è quello del capoluogo Agrigento, dove per decenni nell'impunità più totale sono state costruite villette nella Valle dei Templi, tra lo sconcerto del mondo intero.

Cambiano ha provato a fare sul serio, ma quando sono arrivate le prime ruspe sono arrivate le minacce le intimidazioni, compreso l'incendio di due case di famiglia (regolarmente costruite...) e un pugno in faccia. Ma lui non si è perso d'animo: sotto scorta, ha continuato a fare il suo dovere (67 case demolite solo nell'ultimo anno) fino a quando si è trovato di fronte nell'ultimo consiglio comunale una mozione presentata da 16 consiglieri comunali che gli contestano scelte sbagliate che avrebbero fatto arrivare meno risorse nelle casse comunali. Lui ha negato e ha chiesto se i consiglieri avessero a che fare con questioni di abusivismo edilizio. Ma è stato stoppato dalla presidente del Consiglio comunale Carmelinda Carlea: «Il tema non è all'ordine del giorno», ha sostenuto.

Così si è andati ai voti: 21 sì e 8 no. Cambiano ha annunciato che impugnerà l'atto perchè «le motivazioni riportate nella mozione sono solo bugie». E ai microfoni di Radio Capital si è sfogato così:  «Vuol dire che è una classe politica inadeguata, alla ricerca solo del consenso elettorale e non accetto chiamate e solidarietà a posteriori. Sono amareggiato dalla politica e dalla sua falsità alla ricerca solo del consenso. La mia non è stata una scelta politica quella di demolire immobili. Ci sono delle sentenze della magistratura che lo hanno decretato e le sentenze vanno rispettate». E ha proseguito: «Mi rimbombano le parole del ministro Alfano che da capo del Viminale venne a Licata, c'ha messo la faccia è vero, quando disse: "E' finito il tempo della politica che coccola gli abusivì. Ieri però i i consiglieri comunali di Alternativa Popolare hanno votato la sfiducia».

«Ho 36 anni, sono padre da 9 mesi, sono abituato alla paura, vivo sotto scorta. Per ora dalla prefettura non ho sentito nessuno. Vorrei riappropriarmi solo della mia vita». Intanto ha ricevuto la solidarietà di molti suoi concittadini sui social, oltre che di Ficarra e Picone che forse dovrebbero chiedere i diritti d'autore ai consiglieri comunali di Licata.

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