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Bulli potenti o solo criminali prepotenti?

Il nostro esperto Alberto Pellai commenta il gravissimo caso di bullismo che i Carabinieri hanno sgominato a Vigevano. Ci invita a chiederci in quali famiglie e in quale società siano cresciuti gli autori di questo crimine per aver assimilato tanta violenza ed esibizionismo.


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 Anche oggi c'è una brutta storia di bullismo che riguarda preadolescenti e giovani adolescenti sulle prime pagine di tutti i giornali. Ragazzi che provano piacere e si divertono a seviziare, umiliare, degradare un loro simile. Che lo portano in giro con un guinzaglio. Che lo spogliano e gli invadono il corpo con oggetti. Così, tanto per ridere, per divertirsi tutti insieme. 
Ragazzi che dopo aver fatto vandalismo del rispetto degli a...ltri, ampliano il focus e lo zoom del loro campo d’ azione e fanno vandalismo anche di luoghi e oggetti.
Un insieme di persone giovanissime che sta dedicando le proprie energie a distruggere e rovinare, degradare e umiliare. Proprio in un’ età della vita dove la speranza e la voglia di fare e costruire dovrebbe essere il primo motore del proprio agire. 


Inoltre, il disastro e i reati agiti nella vita reale, vengono poi testimoniati e amplificati con la loro presentazione e diffusione, via video postati sui social. Ovvero, compio un reato, lo filmo, lo mostro al mondo. Come se fosse un trofeo, un segno tangibile del mio valore e del mio successo. Come se ciò che faccio nell’ online non avesse significato anche fuori da lì. Quei video ora rappresenteranno la migliore testimonianza che porterà gli autori di tali reati a dover gestire le serie, anzi molto serie, conseguenze penali delle proprie azioni Che non si dica, come spesso ho sentito fare e dire in altri contesti, che si tratta di ragazzate.

E come genitori riflettiamo su come è possibile che in famiglie che hanno tutto – così vengono raccontate dalla cronaca oggi, considerato che si parla di bulli che sono figli di professionisti, commercianti etc etc – i figli sembrano diseducati rispetto a ciò che davvero conta nella vita.

Essere visti mentre compiono reati: l’ esibizionismo narcisistico del male sembra non risparmiare più nemmeno i giovanissimi. Dovremmo chiederci come e dove hanno imparato che ciò che conta nella vita è essere visti. Che la popolarità può essere conquistata in qualsiasi modo. Che diventare potenti con la prepotenza è meglio che conquistare reale potere d’ azione grazie alla competenza. Ecco dovremmo proprio chiedercelo.

E poi dovremmo anche rifiutarci di far diventare potenti soggetti che sono solo prepotenti. E dovremmo ridare valore alla competenza. Che quando c’ è ….. è oggettiva e vive fondandosi su valori solidi. E disdegna la prepotenza. Forse anche molti politici, potrebbero riflettere sul loro operato, sol modo di raccontarsi e di raccontare al mondo il loro operato e sullo stile con cui insegnano le equazioni potere=successo e potere=prepotenza

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