Bottalico (Acli): «Rischia di diventare un totem, le tutele sono altre»

«Nel 2003 un italiano su dieci era costretto a tirare avanti in povertà assoluta. A questi si aggiungo i poveri relativi e i quasi poveri, in tutto almeno 10 milioni di connazionali. E la politica che fa? Balbetta. Ci si accapiglia sull’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori senza pensare a come creare lavoro».

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« Nel 2013, una persona  su  dieci era costretta a tirare avanti  in povertà assoluta. Temo proprio che le cose non siano migliorate, anzi. Dunque  6 milioni di italiani non possono acquistare beni e servizi per una condurre un’ esistenza dignitosa.  A questi si aggiungono i poveri relativi  e i quasi poveri, in tutto almeno 10 milioni di connazionali. E la politica che fa? Balbetta. Ci si accapiglia sull’ articolo 18 dello Statuto  dei lavoratori senza pensare a come  creare lavoro. Non è un dannato gioco  di parole. Oggi  le persone non trovano un impiego se giovani o lo perdono  se d’ una certà età. Visto che negli anni Ottanta  abbiamo avviato una sciagurata serie di svendite che ha impoverito  il sistema-Paese, bisogna avere l’ umiltà, il coraggio e la lungimiranza di ripartire con  un’ idea armonica di Nazione».

Giovanni Bottalico è il presidente nazionale delle Acli. Parla con passione da Cortona, dove dal 18 al 20 settembre si svolge l’ annuale Incontro nazionale di studi che in questo travagliato 2014 non a caso è titolato: Il lavoro non è finito. Un’ economia per un lavoro buono e giusto. «Nella discussione che stiamo vivendo in questi giorni l’ articolo 18 rischia di diventare un totem», aggiunge Bottalico. «Si devono realizzare nuovi strumenti necessari affinché  chi oggi lavora non viva nella paura di perdere il posto di lavoro, ma sappia che c’ è un sistema, una rete che lo supporta nel trovarne un altro».

«Il lavoro», insiste Bottalico, «deve essere tutelato. Ma la tutela, appunto, deve consistere nel dare al lavoratore, appena perde il posto di lavoro, la possibilità di trovarne un altro. E ancora ci deve essere una vera formazione, che oggi non esiste, e i centri per l’ impiego, che oggi funzionano male, devono servire appunto a far trovare una nuova occupazione alle persone». Per Bottalico «serve un grande patto tra famiglie, imprese, lavoratori e associazioni per rimettere in piedi l’ Italia». E serve un'idea, un progetto di ampio respiro. Le Acli calano un poker. «Quattro settori: agricoltura, green economy, valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale, turismo.  Possono essere le basi della ripresa».

Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani)..
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