Boldrini: reagite all'industria della paura

Spirito dello scoutismo, violenza sulle donne, lavoro e paura del "diverso": L'intervento di Laura Boldrini alla Route nazionale di San Rossore.

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Lavoro per la donne, sostegno economico ai centri di aiuto e prevenzione: sono queste le strade che Laura Boldrini ha indicato per arginare e sconfiggere la violenza di genere, che non è “una questione che si risolve in casa” ma “una violazione dei diritti dell’ uomo”. Jeans e scarpe da tennis, a suo agio fra i giovani scout, Laura Boldrini questa mattina è intervenuta alla Route nazionale Agesci rispondendo alle domande preparate dai ragazzi.

“No, le religioni non contribuiscono a generare società maschiliste, sono piuttosto le interpretazioni che alcune persone, con integralismo, ne fanno che generano equivoci”. La presidente della Camera si è detta soddisfatta che fra i primi atti di questo Parlamento ci sia stato, nel maggio scorso, la ratifica della Convenzione di Istanbul, che stabilisce proprio come la violenza sulle donne sia una violazione dei diritti umani. “Bisogna tenere alta la guardia e prendere le distanze davanti ad atteggiamenti che non rispettano le persone come davanti a pubblicità che usano il corpo femminile come un oggetto”.

Sul tema del lavoro Boldrini è tornata più volte per sottolineare come l’ impiego possa garantire alle donne quell’ autonomia e quell’ indipendenza indispensabili per potersi allontanare da un familiare violento. “Non solo garantisce autonomia alle dirette interessate, ma il lavoro femminile fa aumentare il Pil, in tutti i Paesi del mondo”, ha sottolineato.  

La terza carica dello Stato, che pure è stata scout nel gruppo Jesi 1 (ma dice di non ricordarsi il “nome di caccia”, il sostantivo e l’ aggettivo assegnati a ogni scout per presentarne il carattere), ha invitato ripetutamente i giovani ad essere protagonisti: “Sfidate la vita, sfidate il futuro. Non vi rassegnate, non è tutto buio. Il nostro è un grande Paese, nonostante la crisi”. La presidente della Camera ha poi raccontato di come, da giovane, faceva di tutto per mettere da parte i soldi e viaggiare. “Conoscere altri Paesi è indispensabile. Per anni in Italia c’ è stata l’ imprenditoria della paura, il diverso era veniva presentato come una minaccia. Rimandate questo messaggio al mittente: amare il diverso è arricchente! Se si parte con pregiudizi sugli altri si parte svantaggiati, rischiamo di non essere competitivi in questo mondo globalizzato”.

E i “diversi” così “difficili da amare” non sono solo gli immigrati, i profughi o i compagni di classe stranieri. Sono ancora più vicino, ha ricordato, spesso vivono nelle nostre case, con i nostri familiari: “Parlate con le badanti. Si allontano dalle loro famiglie spesso vivendo un senso di solitudine enorme. Per i figli diventano quasi delle “madri bancomat”, contattandole soprattutto quando hanno bisogno di soldi. Ascoltatele, loro hanno storie di enorme coraggio: abbiate il coraggio di parlare con loro e farvi carico anche dei loro problemi”.

Tocca il cuore dei ragazzi, Laura Boldrini. Parla in modo semplice e immediato, si vede che riesce a intercettare gli animi dei giovani. Prima di lasciare il campo ha al collo tre fazzolettini scout. Un regalo speciale, che dice di appartenenza e valori condivisi, da parte dei clan che hanno partecipato all’ incontro.

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