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Credere

Blessing Okoedion. Il mio riscatto da una vita infernale

Vittima di tratta, la donna ha ritrovato serenità e dignità grazie a suor Rita Giaretta: «A Casa Rut ho riacquistato speranza e voglia di andare avanti: è una vita nuova!»


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Ricordo benissimo quel giorno: la paura, lo smarrimento, il fatto di non sapere neppure dove mi trovassi. E quell’ inferno della strada... Come mi era potuto succedere? Ma ricordo anche che ero determinata a uscirne. Cercavo la stazione di Polizia. Ma a chi potevo chiedere? Non conoscevo nessuno, non mi fidavo di nessuno. E non parlavo una parola di italiano. “Blessing”, dicevo a me stessa, “se non ne esci è come se fossi già morta”».

Un anno dopo la situazione è decisamente cambiata e Blessing, una delle migliaia di donne nigeriane vittime di tratta, scrive via sms a suor Rita Giaretta, responsabile di Casa Rut a Caserta: «Mi sono ricordata che a quest’ ora l’ anno scorso ero per strada e pensavo al suicidio perché la mia vita non aveva significato. Però oggi ho tante ragioni per vivere perché tu hai dato valore alla mia esistenza. Ti ringrazio per questa vita nuova che è piena della gioia e della speranza. Dio è con me. God bless you! (Dio ti benedica, ndr)».

Laureata in informatica nel suo Paese e portata in Italia con il subdolo inganno di poter lavorare in un negozio di computer, Blessing Okoedion finisce nelle mani dei trafficanti che vedono in lei solo una merce per fare soldi.

INGANNATA E VENDUTA

Una storia che comincia − male − con una donna cristiana che la inganna e la “vende” ai suoi sfruttatori, e che finisce − bene − con un’ altra donna cristiana, che le offre una nuova prospettiva di libertà e dignità: suor Rita Giaretta che, come dicevamo, è responsabile di Casa Rut a Caserta dove vengono accolte e accompagnate, spesso con i loro bambini, donne vittime di tratta, buttate sulla strada per essere sfruttate come schiave del mercato del sesso a pagamento.

Quel messaggino via cellulare segna un punto di svolta di un processo di riscatto che custodisce nel suo nucleo più profondo anche un cammino di fede. «Quando la Polizia mi ha portata a Casa Rut e ho visto che si trattava di una casa di suore non volevo neppure entrarci. “Io con donne cristiane non voglio più avere niente a che fare”, protestavo». Era una sera di tre anni fa quando, dopo la denuncia nella stazione di Castel Volturno, alcuni poliziotti accompagnano Blessing presso la struttura protetta delle religiose Orsoline. «È solo per una notte», le fanno credere per convincerla a restare.

«Era stata una donna cristiana di cui mi fidavo a trafficarmi», ricorda con disappunto Blessing. «Abitava poco distante da me, a Benin City, e frequentava una chiesa pentecostale, dove ogni tanto andavo pure io. Ci siamo conosciute perché aveva problemi con il suo computer. Era entusiasta del mio lavoro e mi faceva pubblicità tra le donne della sua chiesa. Diceva che pregava sempre per me perché ero una ragazza seria e preparata. Era una donna che credeva in Dio, come potevo non fidarmi?».

GLI INSEGNAMENTI DEL PADRE

Blessing viene da una famiglia cristiana molto unita. Il padre − il suo modello − è un uomo retto e pio, che le ha trasmesso una fede semplice, ma vera e profonda. «Mi ripeteva sempre che dovevamo credere in Dio e aiutare gli altri. E anche se eravamo poveri c’ era sempre qualcuno che stava peggio di noi a cui dare una mano. Sono cresciuta seguendo il suo esempio. Mai avrei pensato che una persona di chiesa potesse ingannarmi in quel modo».

Quello di Blessing non è l’ unico caso. Molte ragazze nigeriane raccontano di essere state raggirate dai pastori delle loro Chiese con la promessa di una vita migliore all’ estero che poi si è trasformata inevitabilmente in un incubo su una strada. «Ma quello non è cristianesimo, quella è criminalità!», sbotta Blessing.

Suor Rita, che da oltre vent’ anni accoglie e accompagna giovani donne vittime di tratta, in gran parte nigeriane, ricorda bene l’ ostilità di quella ragazza chiusa e diffidente. Oggi sorride radiosa pensando al meraviglioso cammino che è riuscita a fare. «La storia di Blessing porta dentro una forza di consapevolezza e di riscatto, maturata a Casa Rut, anche attraverso un percorso di fede. Un percorso che le ha permesso di fare, seppure in modo diverso rispetto al suo vissuto in Nigeria, un’ esperienza nuova di interiorità e spiritualità nonché di ritornare a fidarsi e ad affidarsi: a un Dio buono e a persone che le vogliono bene. E che vogliono davvero il suo bene».

«Quando per la prima volta ho parlato con suor Rita ero molto guardinga e sospettosa», ricorda Blessing, che ora vive autonomamente in un piccolo appartamento vicino a Caserta e lavora saltuariamente come mediatrice culturale e interprete. «Ma sentivo che la sua parola era piena di forza, entrava dentro di me e mi faceva sentire meglio: un po’ alla volta, mi liberavano dalla paura».

GUARDANDO AVANTI

La vita a Casa Rut, ma anche lo stage lavorativo presso la Cooperativa NewHope (Nuova speranza) − che ha fatto riscoprire a Blessing la bellezza di fare un lavoro serio, curato, professionale − i banchetti di vendita e la possibilità di incontrare persone nuove, lo studio dell’ italiano… Tutte esperienze che aprono a Blessing nuovi orizzonti. «Quando mi hanno portata a Caserta pensavo solo a tornare in Nigeria il prima possibile», dice oggi, a tre anni di distanza da quella “prima notte”. E invece sono ancora qui, perché a Casa Rut ho ritrovato serenità e speranza e la voglia di andare avanti. Soprattutto ho riscoperto i valori cristiani della mia famiglia, vissuti in maniera ancora più forte e autentica. Ho capito che cosa è la cura e la dedizione e che cos’ è l’ amore vero per tutti e per ciascuno. A Casa Rut mi hanno trasmesso di nuovo il senso di una vita vera e bella. Dentro di me dicevo, e continuo a dire, “È una vita nuova!”».

IL LIBRO: IL CORAGGIO DELLA LIBERTÀ

Il coraggio della libertà. Una donna uscita dall’ inferno della tratta, di Blessing Okoedion con Anna Pozzi (Paoline, 2017). In occasione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, le Paoline pubblicano questo libro-testimonianza carico di dramma e di speranza. Con la prefazione di Dacia Maraini, che ben conosce la realtà di Casa Rut a Caserta, e la postfazione di suor Rita Giaretta, che ne è responsabile da oltre vent’ anni. Il libro, che racconta la vicenda di Blessing, nasce dalla sua volontà di denuncia e di riscatto. Ma anche dal desiderio di spendersi perché altre donne nigeriane trovino pure loro la forza e il coraggio di spezzare le catene della schiavitù della tratta e dello sfruttamento.

Foto di Francesco Pischetola

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