Berlusconi, pena di sette giorni in un anno

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Verrà una volta alla settimana, per quattro ore consecutive. Dalla residenza di Arcore, in auto, non ci metterà più di tre quarti d’ ora, a meno che non abbia il cattivo gusto di atterrare in elicottero. Forse aiuterà gli anziani a deambulare per il grande parco. Si intratterrà con loro sulle panchine lungo i viali in estate e in autunno, in inverno potrebbe raccontare i mille aneddoti della sua esperienza di imprenditore e di quattro volte premier davanti al caminetto del salone. Magari servirà i suoi coetanei in mensa, e aiuterà pure in giardino vista la sua nota passione per la botanica. Un’ altra ipotesi è quella che si occupi della parte amministrativa, visto che ha gestito e presiede un impero economico, sempre che la direzione glielo permetta.  

Ecco cosa attende Silvio Berlusconi, classe 1936, fondatore dell'impero Mediaset e di Forza Italia, quattro volte premier in un ventennio, dagli inizi di maggio. Il Tribunale di Sorveglianza gli ha la prova alternativa dell’ affidamento in prova ai servizi sociali per un anno (ma per i benefici della pena potrebbero ridursi a dieci e mezzo) presso il Centro per anziani della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, alle porte di Milano, nel cuore della Brianza.   Potrà anche recarsi a Roma, da martedì a giovedì, su permesso dei magistrati di sorveglianza. Se proviamo a fare i conti, stiamo parlando di 168 ore, pari a sette giorni, nel corso di circa un anno. Pena troppo lieve rispetto alla condanna? La solita giustizia a due marce, per i poveri che hanno rubato una mela il carcere e per i ricchi che hanno frodato lo Stato una passeggiata settimanale in un centro anziani? Non mancherà chi lo farà notare. Del resto in Italia la stampa manettara non difetta, e in fondo, oltre a essere un popolo di commissari tecnici, gli italiani non hanno mai avuto problemi ad ergersi a giudici. Crozza ha già ironizzato sul fatto che “un corso di pilates è più faticoso”.

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