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Bagheria rende omaggio al suo Guttuso

Nel centenario della nascita del grande artista, la sua terra natale ne ricorda il percorso biografico, politico e culturale. Esposta la sua unica scultura: "L'edicola".


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Renato Guttuso non fu soltanto uno dei pittori più celebri d’ Europa, ma anche uno dei simboli della Sicilia autentica e un motivo di orgoglio per l’ Italia intera. Le sue originali e affascinanti opere coniugarono arte, impegno civile e battaglie politiche, sempre al servizio della pace, della giustizia sociale, dell’ uguaglianza e della solidarietà. La figura artistica e la personalità umana di Guttuso sono al centro di numerose iniziative promosse per celebrare il centenario della sua nascita. Da Roma alla Sicilia, da Salerno a Livorno, è un fiorire di mostre, convegni, dibattiti sul centenario del celebre pittore.

Guttuso nacque a Bagheria il 26 dicembre del 1911, ma fu dichiarato all’ anagrafe di Palermo alcuni giorni dopo, il 2 gennaio del 1912, dal momento che i genitori erano in forte contrasto politico con gli amministratori locali dell’ epoca. Sin dall’ infanzia, Guttuso respirò un’ atmosfera colta e artistica in famiglia, con il padre agrimensore di professione ma acquerellista per diletto. Bambino vivace, precoce e curioso, Guttuso decise all’ età di 7 anni di intraprendere la strada dell’ arte. Dopo una particolare gavetta, appena tredicenne iniziò a firmare e datare i propri quadri. 

Guttuso maturò la propria vocazione artistica in un ambiente assai stimolante e vivace, in quella “Bagheria delle ville” che nel Novecento fu un vero e proprio laboratorio culturale, dove si formarono poeti come Ignazio Buttitta, scrittrici come Dacia Maraini, fotografi come Ferdinando Scianna, pittori come Pippo Rizzo e Topazia Alliata. Libertà creativa, realismo, tensione etica e impegno civile furono i suoi capisaldi, che non rinnegò mai, rinunciando anche alla carriera.

Negli anni Trenta fu vittima della censura fascista a causa di una sua recensione entusiasta delle opere di Pablo Picasso e fu costretto ad interrompere la sua collaborazione con alcuni quotidiani influenzati dal Regime.  In seguito, si trasferì a Roma, dove divenne amico dello scrittore Alberto Moravia, aderì al Partito comunista e partecipò alla Resistenza. Tuttavia, Guttuso tornò spesso in Sicilia e rimase per sempre legato sentimentalmente alla sua terra natale, al punto tale che, poco prima di morire, nell’ inverno del 1987, chiese di essere seppellito nella Villa Cattolica di Bagheria, in direzione del suo amato lungomare di Aspra.

Tra Roma e la Sicilia, Guttuso dipinse tre quadri memorabili, tre autentici capolavori invidiati da tutto il mondo: La Vucciria, dedicata all’ affascinante e suggestivo mercato popolare del centro storico di Palermo; La Battaglia di Ponte Ammiraglio, riguardante un evento mitico del Risorgimento siciliano; I Funerali di Togliatti, dove fu descritta la partecipazione popolare e collettiva in occasione delle esequie del leader comunista. 

Tra tante opere pittoriche, Guttuso realizzò anche un’ unica grande scultura: L’ Edicola. Dopo il restauro, l’ opera è stata esposta - proprio come omaggio in occasione del Centenario - a Villa Cattolica, nel Museo a lui intitolato, dove riposano le sue spoglie e dove si suggella la personalità artistica con quella umana. L’ esposizione dell’ Edicola privilegia un aspetto particolare di Guttuso, quello inusuale della scultura, mezzo espressivo adottato dal pittore siciliano a conclusione di una ricerca sul tema del giornalismo e dei lettori.

L’ iniziativa rientra nel calendario di eventi organizzati dal Comune di Bagheria, dal Museo Guttuso e dall’ Assessorato regionale ai Beni culturali. Il percorso culturale per ricordare il centenario prevede anche la mostra Guttuso l’ uomo e l’ arte. Pagine narrative dal Museo Guttuso (visitabile fino al 30 Aprile nella Villa Cattolica di Bagheria).

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Renato Guttuso in una fotografia.
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