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Autunno, un papà già si preoccupa per l'esame di terza media

Il nuovo esame entrerà in vigore alla fine di questo anno scolastico. Non è il caso di preoccuparsi ma la nostra esperta ci illustra le novità.


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Cara professoressa, mio figlio di tredici anni ha iniziato la terza media e a giugno sarà alle prese con l’ esame di Stato. Non lo vedo al momento né particolarmente impegnato né in ansia per la prova che dovrà affrontare. Anzi. «In classe l’ atmosfera che si respira è ancora abbastanza vacanziera», ci hanno detto i docenti nella prima riunione con i genitori, qualche settimana fa. Ho provato a chiacchierare un po’ con lui e con i suoi compagni e la risposta è stata abbastanza sorprendente: quest’ anno, grazie alla riforma, l’ esame sarà più facile. I ragazzi ne sono convinti. Io ho ribadito che se fossi in loro non ne sarei così sicuro. Mi hanno risposto che la prova Invalsi, che tutti temevano, è stata eliminata…

ANDREA

— Caro Andrea, che i ragazzi di terza media a ottobre non pensino all’ esame di giugno è quasi naturale: otto mesi erano tanto lontani per loro anche prima dell’ entrata in vigore della riforma. Che poi lo spauracchio dell’ esame serva per farli studiare è metodologicamente abbastanza discutibile. Quest’ anno i cambiamenti ci saranno (il 10 ottobre è stato firmato dalla ministra Fedeli il decreto che rende operative le nuove regole) ma la prova, per riprendere le parole che arrivano da viale Trastevere, sarà semplificata, non più facile. Nel dettaglio, ecco alcuni dei cambiamenti previsti. La tanto temuta prova Invalsi non è stata eliminata: si sosterrà in corso d’ anno, tra il 4 e il 21 aprile, rigorosamente al computer; riguarderà non solo l’ italiano e la matematica, come accadeva finora, ma anche l’ inglese; non inciderà sul voto finale, ma prenderne parte sarà requisito d’ ammissione all’ esame. Gli scritti diventeranno quindi tre: italiano, matematica, lingue straniere (inglese e seconda lingua comunitaria insieme), più il colloquio orale. Per essere ammessi occorrerà aver frequentato, come in precedenza, almeno i tre quarti del monte ore annuale, ma non sarà più necessaria la sufficienza in tutte le discipline. Si dirà addio al voto in condotta, che dunque non potrà fare media per l’ ammissione, sostituito da un giudizio. Di fronte a gravi infrazioni disciplinari, però, resta la possibilità per i consigli di classe di non ammettere l’ alunno alle prove finali. In casi eccezionali anche per il profitto è prevista la non ammissione agli esami, ma i prof dovranno adeguatamente motivare la decisione. Qualche semplificazione dunque esiste, mossa da un principio di fondo: dare più importanza al percorso e non al momento della prova. Avere un presidente di commissione interno (il preside) e non un membro esterno va in questa direzione. Gli studenti forse hanno qualche motivo reale per stare più tranquilli, ma bisogna sempre andare a cercare la motivazione e l’ impegno oltre la paura, molto più a fondo. E per fortuna, nella maggior parte dei casi, si riescono a trovare.

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