Sindrome di Down, atleti senza barriere

     Essere differenti è normale, anche nello sport : è il canovaccio di un vademecum realizzato dalla Federazione sportivi con disabilità intellettiva relazionale (Fisdir) presentato in occasione della Giornata mondiale delle persone con sindrome di Down. Anima e cuore all iniziativa li ha dedicati il presidente della Fisdir Marco Borzacchini, che considera il manuale una sorta di  pietra miliare per i ragazzi con sindrome di Down . Che sono 1.420 in Italia, e con un briciolo di informazione potrebbero anche raddoppiare.

     E' un progetto portato avanti insieme al CoorDown (ccordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down) , spiega Borzacchini,  sono bastati pochi minuti per capirci su intenzioni e obiettivi di uno strumento che servirà alle famiglie per avvicinare i loro figli alla pratica sportiva. Un'attività ludica intesa come strumento per garantire crescita e totale integrazione dei ragazzi all interno di una società in cui lavorano, studiano e fanno sport . Prosegue Borzacchini:  Abbiamo due iniziative in programma, entrambe con lo scopo di avvicinare il più alto numero di ragazzi allo sport , spiegando ulteriormente che i progetti  cominciano quest anno con i ragazzi della categoria C21 (quelli con sindrome di Down) e proseguiranno il prossimo anno con le scuole, visto che grazie ad alcuni programmi mirati cercheremo di avvicinare gli studenti con leggera disabilità mentale all'attività fisica .

    Da parte del presidente anche un input:  Dobbiamo avvicinare i ragazzi allo sport cercando di offrire una corretta informazione alle famiglie: è proprio l informazione che manca, perché quando i genitori cominciano ad accorgersi delle problematiche dei figli, della disabilità, vanno alla disperata ricerca di informazioni. E spesso, nella speranza di riuscire a far svolgere al bambino un esistenza il più normale possibile, ricevono informazioni sbagliate o stereotipate, legate cioè al sentito dire più che alla realtà . Per la cronaca, il vademecum è nato da un idea di Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), pronto a spiegare che  l uguaglianza e l inclusione sociale partono proprio dallo sport, fondamentale per i ragazzi della famiglia paralimpica .

     Siamo all alba di una nuova era che condurrà anche gli atleti con sindrome di Down ad essere reintegrati nei Giochi Paralimpici a partire da Londra 2012 , dichiara lo stesso Pancalli. A raccontare la sua esperienza di atleta con sindrome di Down è Paolo Alfredo Manauzzi, 20enne campione del mondo di nuoto ad Albufeira, in Portogallo, nel 2008 e a Taipei, in Taiwan, lo scorso ottobre: un titolo, quest'ultimo, conquistato con relativo primato del mondo nei 100 metri farfalla.  Mi alleno quattro volte la settimana , spiega Manauzzi,  ma la soddisfazione è tanta, anche perché mi piace essere fermato per le strade di Sermoneta, il mio paese in provincia di Latina, dalla gente che mi chiede se sono davvero il campione del mondo . E rivela il segreto della sua capacità natatoria:  La mia forza è pane e nutella .

Un ragazzo con sindrome di Down che pratica taekwondo.
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