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I teologi che sanno, ma non si scomodano per andare da Gesù

Il Papa ricorda che non dobbiamo essere come gli scribi e i farisei, che sanno dove è nato Gesù, ma non vanno ad adorarlo perché sono pigri nella loro indifferenza. Né come Erode, che vuole eliminare il Bambino per paura. Il nostro atteggamento deve essere come quello dei magi che sono "premuorsi nella ricerca".


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Si può cercare Gesù oppure rimanere indifferenti. O addirittura cercare di ucciderlo. I tre atteggiamenti che il vangelo ci pone di fronte in questa giornata dell’ epifania sono quelli dei re magi, degli scribi e di Erode. Papa Francesco, all’ angelus, mette in evidenza che i magi «hanno fatto un lungo viaggio e adesso con grande premura cercano di individuare dove si possa trovare il Re neonato. A Gerusalemme si rivolgono al re Erode, il quale chiede ai sommi sacerdoti e agli scribi di informarsi sul luogo in cui doveva nascere il Messia».

A questa ricerca premurosa «si contrappone, il secondo atteggiamento, l’ indifferenza dei sommi sacerdoti e degli scribi. Erano molto comodi, questi. Essi conoscono le Scritture e sono in grado di dare la risposta giusta sul luogo della nascita: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta”. Sanno, ma non si scomodano per andare a trovare il Messia. E Betlemme è a pochi chilometri, ma loro non si muovono».

Infine il «terzo atteggiamento, quello di Erode, la paura: egli ha paura che quel Bambino gli tolga il potere. Erode vuole sapere dove si trova il bambino non per adorarlo, ma per eliminarlo, perché lo considera un rivale. Guardate bene, la paura sempre porta all’ ipocrisia. Gli ipocriti sono così perché hanno paura nel loro cuore» .

Francesco ricapitola: «Questi sono i tre atteggiamenti che troviamo nel Vangelo: ricerca premurosa dei magi, l’ indifferenza dei sommi sacerdoti, degli scribi, di quelli che conoscevano la teologia, e la paura. E anche noi oggi possiamo pensare e scegliere quale dei tre assumere. Voglio andare con premura da Gesù, oppure a me Gesù non mi dice niente, sto tranquillo, oppure ho paura e nel mio cuore lo voglio far fuori? L’ egoismo può indurre a considerare la venuta di Gesù nella propria vita come una minaccia. Allora si cerca di sopprimere o di far tacere il messaggio di Gesù. Quando si seguono le ambizioni umane, le prospettive più comode, le inclinazioni del male, Gesù viene avvertito come un ostacolo.

D’ altra parte, è sempre presente anche la tentazione dell’ indifferenza. Pur sapendo che Gesù è il Salvatore nostro, di noi tutti, si preferisce vivere come se non lo fosse: invece di comportarsi in coerenza alla propria fede cristiana, si seguono i principi del mondo, che inducono a soddisfare le inclinazioni alla prepotenza, alla sete di potere e di ricchezze. Siamo invece chiamati a seguire l’ esempio dei Magi: essere premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire».

Infine papa Francesco rivolge un saluto speciale «a mio fratello il papa copto Tawadros IV» ricordando i cristiani copti e le «Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, celebrano in questi giorni il Natale del Signore», ai ragazzi missionari nella «Giornata Missionaria dei Ragazzi, che quest’ anno invita i ragazzi missionari a fare proprio lo sguardo di Gesù, perché diventi la guida preziosa del loro impegno di preghiera, di fraternità e di condivisione con i coetanei più bisognosi» e al «corteo storico-folcloristico che promuove i valori dell’ Epifania e che quest’ anno è dedicato al territorio dei Monti Prenestini».

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