Immagine pezzo principale

Chiesa copta: addio al vescovo Anba Kirolos, vicario per l'Europa

Arrivato in Italia nel 1992, inviato da papa Shenuda III, Anba Kirolos è stato il primo metropolita della diocesi copta ortodossa di Milano. Era stato scelto da papa Tawadros II come suo rappresentante nel nostro continente, per servire le comunità degli immigrati egiziani. E' scomparso improvvisamente all'età di 65 anni.


Pubblicità

(Nella foto, tratta dal sito della Diocesi copta ortodossa di Milano: papa Francesco con Anba Kirolos, alla sua sinistra, Anba Barnaba e Anba Youssef a destra)

«Non era un'autorità, con tuttti quelli che incontrava si comportava come un padre e per questo tutti lo amavano». Padre Bimen, sacerdote egiziano copto, in servizio presso la chiesa cristiana copta di San Mina a Pero (Milano), ricorda così Anba Kirolos, il vescovo della diocesi copta di Milano e vicario per tutta l'Europa del patriarca di Alessandria papa Tawadros II. Figura spirituale di riferimento per gli egiziani di fede cristiano-ortodossa che vivono nel nostro continente, Anba Kirolos è scomparso improvvisamente tre giorni fa. Il funerale è stato celebrato oggi - in presenza delle autorità cittadine, dei vescovi e dei rappresentanti delle altre comunità cristiane, nonché dell'ambasciatore dell'Egitto in Italia - al monastero Anba Shenuda vicino a Lacchiarella, nell'hinterland milanese, il più grande di tutta l'Europa, dove oggi vivono nove monaci.

 

Fu proprio Anba Kirolos, allora vescovo in Egitto, a costruire il monastero: a dicembre del 1992 Anba Kirolos fu inviato in Italia, insieme a una prima piccola delegazione di monaci, dall'allora patriarca di Alessandria Anba Shenuda III, con l'obiettivo di prestare servizio alle sempre più numerose comunità di immigrati egiziani in Europa. A sud di Milano, in quella che prima era una cascina, venne fondato il monastero destinato a diventare punto di riferimento spirituale del mondo copto europeo. «Nel 1996», racconta padre Bimen, Anba Kirolos venne designato primo vescovo della neonata diocesi di Milano. Oggi in Italia ce ne sono due, quella del Settentrione e quella del Centro e Sud del Paese. La diocesi milanese, del Nord, conta circa 20mila fedeli, l'altra circa 8mila. Nel 2013 papa Tawadros aveva scelto Anba Kirolos come suo rappresentante in Europa».

 

Padre Bimen, 72 anni, è arrivato in Italia nell'estate del 1992, alcuni mesi prima di Anba Kirolos e la delegazione dei monaci. «Prima sono stato sacerdote ad Alessandria d'Egitto, la mia città di origine. Poi papa Shenuda III ha deciso di mandarmi qua». Con Anba Kirolos la conoscenza risale già ai tempi in cui entrambi erano ancora in Egitto: «Prima di diventare sacerdote Anba Kirolos aveva studiato Ingegneria, si era laureato nel 1977. In seguito era entrato in monastero. Nel 1986, poco più che trentenne, aveva ricevuto la nomina a vescovo, poi quella di vescovo generale di Minya. Successivamente ha prestato servizio al Cairo, poi è arrivato in Europa, in Inghilterra e in Austria». Fino ad approdare e stabilirsi in Italia, dove ha fatto costruire una decina di chiese nella zona del milanese.      

 

«Da ingegnere, le chiese le aveva progettate direttamente lui», ricorda Beshoy, egiziano di 32 anni. Laureato in Economia all'Università internazionale di Assiut, Beshoy si è stabilito a Milano nel 2005, dove ha aperto una pizzeria. Sposato, con un figlio di 8 mesi, frequenta regolarmente la comunità copta. Sulla mano destra mostra la tradizionale croce tatuata, segno di riconoscimento degli egiziani copti. «La morte di Anba Kirolos è una perdita enorme per noi», osserva. «Il vescovo era una persona molto attenta e vicina ai giovani, alle famiglie, aiutava tutti, non negava mai a nessuno la sua assistenza». E ricorda: «Una volta, durante un incontro a Bergamo, ho giocato a ping pong con lui. Amava stare con i giovani, era una persona di straordinaria umiltà e semplicità. E ha giocato al tavolo con tutti noi ragazzi, senza curarsi della sua autorità».

 

In Egitto i copti rappresentano la più grande comunità cristiana del Medio Oriente. In Egitto si calcola che siano il 15% della popolazione. Una piccolissima parte aderisce alla Chiesa cattolica copta, la grande maggioranza fa parte della Chiesa copta ortodossa. Pur essendo oggi minoranza, la Chiesa copra in Egitto ha un'importanza enorme: è da qui, infatti, che è nato e si è diffuso il monachesimo cristiano. Nella Chiesa copota ortodossa, anche in Italia e in Europa, la figura del monaco conserva un ruolo centrale e un grande carisma: al monastero Anba Shenuda alle porte di Milano arrivano fedeli da tutti i Paesi per pregare, concedersi una pausa spirituale, partecipare agli incontri formativi tenuti dai monaci che qui risiedono.

 

 

Loading

Pubblicità