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Alcuni passi biblici sono favorevoli al suicidio?


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ANTONIO B. - In Siracide 30,17 si legge: «Meglio la morte che una vita amara, il riposo eterno che una malattia cronica». La Scrittura è favorevole al suicidio?

Anche in altri luoghi dell’ Antico Testamento rinveniamo espressioni simili (penso al libro di Giobbe). È l’ urlo di dolore dell’ uomo in particolari situazioni di sofferenza fisica e morale. Ed è lo stesso urlo di angoscia che emana dalla croce di Cristo. Se, infatti, il senso dell’ esistenza e il suo compimento fosse solo in questa vita terrena (come in molti casi dell’ Antico Testamento viene ritenuto), allora le espressioni riportate risulterebbero più che legittime. Il messaggio del Nuovo Testamento e la dottrina cristiana, con il loro riferimento alla vita ultraterrena (eterna), ci suggeriscono che l’ uomo non può ritenersi signore della vita e della morte e quindi non può mettersi al posto di Dio per stabilire se, quando, come nascere e morire. Tuttavia agli esseri umani è affidato il compito di mettere in atto ogni mezzo per alleviare le proprie e le altrui sofferenze, specie quando queste risultassero insopportabili. Non è vero infatti che, come spesso si dice, «siamo nati per soffrire», ma per realizzare noi stessi in pienezza ed essere felici. La sofferenza è un passaggio e una prova, ma non il nostro destino.

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