Africa maestra di vita

Tommaso Vertemati è un volontario dell'Avsi appena tornato da 3 mesi in Kenya. Ci racconta la sua esperienza

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Spesso chi opera come volontario corre un rischio. Non tanto o non solo quello di trovarsi a contatto con persone e situazioni che lo metteranno di fronte a domande che, per loro stessa natura, difficilmente hanno risposta. Piuttosto il rischio di sentirsi inadeguati nonostante tutto l'impegno e la partecipazione, di perceperire l'aiuto che si sperava di poter fornire, prima della partenza, infinitamente inferiore alla lezione di vita ricevuta da persone che, paradossalmente, si pensava di poter aiutare. Sentire nell'intimo, insomma, di star ricevendo più di quanto si sia in grado di dare. Simili sentimenti traspaiono dalle parole di Tommaso Vertemati, volontario di AVSI appena tornato da tre mesi in Kenya, dove ha potuto incontrare di persona i bambini che partecipano al programma Sostegno a distanza dell'associazione.

Richiamo all'essenziale

"Quando pensavo all’ Africa mi venivano in mente tante immagini, tanti pensieri, la maggior parte dei quali tristi, perché mi dicevo poveretti", racconta Tommaso. "Dopo averci vissuto e averla vissuta invece ho capito che mi è stato donato tanto, perché ho imparato e sono cresciuto molto solo grazie alle persone che ho potuto incontrare. Questi incontri mi hanno richiamato all’ essenziale, perché è impossibile rimanere indifferenti di fronte a dei bambini, a dei genitori che pur non avendo niente sono sempre pronti ad accoglierti con il sorriso; un sorriso semplice, spontaneo, vero, che spesso ha poco a che fare con i nostri. Spesso mi chiedevo perché sorridessero tutti, da dove venisse questa gioia e perché pur non avendo nulla fossero felici. Ed è proprio in questa semplicità che ho scoperto una voglia di vivere incredibile e autentica".

"Mai mi sarei immaginato che persone che vivono nello slum, a Kibera o a Kossovo, o dei bambini disabili, come a Nerkwo, mi potessero insegnare il valore della vita pur nella difficoltà", considera Tommaso. "Inoltre ho imparato tanto dalle persone che per queste famiglie danno la vita, le persone di AVSI, del Sostegno a distanza, che ogni giorno si impegnano per garantire una vita dignitosa e una speranza per il futuro di questi bambini. Tutte le persone di AVSI, infatti, lavorano al servizio di ogni singolo bambino che viene sostenuto, mettendo il cuore e tutti sé stessi. Mi viene spontaneo solo ringraziare per questa esperienza e spero che in molti possano godere dei frutti, inaspettati, che da essa possono nascere, così come spero che sia possibile continuare a sostenere queste famiglie e questi bambini che hanno ancora voglia di sorridere".

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