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Adulterio o atti impuri nel sesto comandamento?


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GIORGIO - Perché la Chiesa ha trasformato il sesto comandamento da «Non commettere adulterio» a «Non commettere atti impuri», che è altra cosa?

Ha ragione. Nel modo di pensare comune il «non commettere atti impuri» è riferito all’ uso indebito della sessualità: mentre con «non commettere adulterio» si pensa principalmente al tradimento dell’ amore. La Chiesa ha ritenuto di estendere il sesto comandamento a tutto il vasto capitolo dell’ uso distorto della sessualità, probabilmente perché da sempre ha pensato la sessualità non come genitalità, ma nel senso più ampio di maschilità e femminilità. Si è sessuati non solo perché si hanno genitali diversi, ma perché tutta la propria umanità è segnata dalla maschilità e dalla femminilità. In questa prospettiva il «non commettere atti impuri» comprende certamente l’ uso indebito solitario o in coppia della propria genitalità, ma si estende a ogni comportamento scorretto della propria maschilità/femminilità quali l’ adulterio, la gelosia, la ruolizzazione, il mancato riconoscimento e apprezzamento o la negazione della diversità del maschile/femminile.

Catechismo della Chiesa cattolica. Edizione speciale con nuovi commenti

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