Morto Jozef Glemp, l’ anti Jaruzelski

L'ex primate della Chiesa polacca, morto a 83 anni, guidò il suo Paese al tempo di Solidarnosc, del colpo di stato del gen. Jaruzelski, della dittatura e del passaggio alla democrazia.

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Guidò la Polonia negli anni difficili della dittatura. Il cardinale Jozef Glemp, morto ieri a 83 anni per un tumore ai polmoni, fu nominato arcivescovo di Varsavia e primate polacco nel luglio del 1981 in seguito alla morte del carismatico cardinale Stefan Wyszynski. Pochi mesi dopo, il 13 dicembre, il generale Wojciech Jaruzelski proclamava la legge marziale. Dopo aver invitato i polacchi a “non uccidervi tra di voi” svolse un ruolo di grande mediazione tra il regime comunista e il movimento di Solidarnosc di Lech Walesa appoggiando le trattative della cosiddetta “tavola rotonda” fino al ritorno della democrazia. 

È stato promotore della causa beatificazione di padre Jerzy Popieluszko, il cappellano di Solidarnosc assassinato nel 1984 dalla polizia segreta comunista e ha molto caldeggiato quella di papa Wojtyla al quale era legato da grande stima e amicizia. Guidò anche la fase del ritorno del cristianesimo alla vita pubblica con la firma del nuovo concordato fra lo stato polacco e la Santa Sede nel 1993 e l’ ingresso della religione nelle scuole. Lo scorso agosto, nonostante la malattia, aveva seguito la visita a Varsavia del patriarca Kirill della Chiesa ortodossa russa, che, insieme con il presidente della Conferenza episcopale polacca, l’ arcivescovo Jozef Michalek, ha firmato una lettera invitando alla riconciliazione i fedeli polacchi e russi.

Jozef Glemp. Foto Ansa.
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