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Addio a Carlo Vanzina, re dei cinepanettoni devoto a santa Rita da Cascia

Si è spento a 67 anni il regista che con il fratello Enrico è stato il più prolifico autore del cinema popolare italiano. Ha lanciato Diego Abatantuono e Christian De Sica. Figlio del grande regista Steno, aveva un rapporto molto profondo con la fede.


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Carlo Vanzina, il regista che a 67 anni si è spento a Roma, non ha mai fatto mistero della sua profonda fede. In particolare, nel libro Registi d'Italia, aveva confidato la sua devozione nei confronti di santa Rita da Cascia. Nel taschino della sua camicia portava sempre un'immaginetta. "Mi ha fatto una grazia venti anni fa. Da allora ogni anno vado in pellegrinaggio a Cascia e sono tornato a Messa. Ho preso la Comunione anche dal Santo Padre, Giovanni Paolo II. Mi sono commosso quando la sua bara, così semplice, è andata via per sempre". 

Figlio di uno dei padri della commedia all'italiana, il grande Steno, da bambino con fratello Enrico a casa ha visto nascere capolavori come Guardie e ladri, Totò a colori, Un americano a Roma. Una lezione che i due impararono quando, dalla fine degli anni '70 formarono la coppia più prolifica del cinema popolare italiano. Enrico sceneggiatore, Carlo dietro la macchina da presa."Mio padre ci ha sempre insegnato che il nostro è un mestiere artigianale, come fare l'avvocato. Non pensiamo di costruire capolavori", disse una volta il regista.

Così sono nati film entrati nell'immaginario collettivo come Eccezziunale veramente e Vacanze di Natale, che lanciarono i rispettivi protagonisti, Diego Abatantuono e Christian De Sica. Il secondo film, in particolare, diede origine a un filone, il cinepanettone che ha dominato il botteghino per i successivi trent'anni. Per questi film, semplici e conditi con battute spesso di grana grossa, i Vanzina sono stati per anni bersagliati dai critici che, come spesso capita, in anni recenti li hanno riabilitati: rivisti oggi, pellicole come Yuppies o Il pranzo della domenica sono documenti preziosi per fotografare i vizi degli italiani degli ultimi decenni: il consumismo, l'arrivismo, la mania delle palestre e per le mete esotiche, i nobili volgari e i giovani ossessionati dagli abiti griffati. 

La famiglia (era sposato con Lisa Melidoni da cui ha avuto due figlie, Isotta e Assia) per ricordarlo ha diffuso questo messaggio: "Nella sua amata Roma, dov'era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese"

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Una scena di Sapore di mare (1982), uno dei film più amati di Carlo Vanzina
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