Acli: lo scandalo dei salari

 Un dirigente guadagna ogni giorno 356 euro in più di un operaio. Ma è la differenza sul salario medio( in Italia calcolato in 82 euro al giorno), che scandalizza:un dirigente prende 340 euro più della media, un operaio invece sta 16 euro sotto la media. La denuncia è contenuta nella ricerca dell Iref, l ufficio studi delle Acli, a poche ore dall apertura del convegno sul lavoro a Castelgandolfo in occasione dei 30 anni della pubblicazione della Laborem exercens, l enciclica sul lavoro di Giovanni Paolo II. Il Rapporto indica con chiarezza le difficoltà del ceto medio. Un impiegato guadagna appena 6 euro oltre la media, mentre una donna, a parità di mansioni e anzianità, riceve al giorno una paga di 22 euro più bassa rispetto ad un lavoratore maschio. L Iref scrive nella ricerca che il settore dei salari “necessita di una profonda riorganizzazione”.

Una parte consistente della ricerca è dedicato al lavoro sommerso o irregolare, che in Italia è pari al 12 per cento, ma al Sud la percentuale sale a quasi il 19 per cento. Al primo posto si trova la Calabria dove è irregolare il 27 per cento dei posti di lavoro. L Italia sconta anche uno scarso recupero di produttività a causa dei tagli nei settori della ricerca. Gli “addetti alla conoscenza” nel privato sono poco più di 100 mila contro i quasi 700 mila del Giappone e i 341 mila della Germania. L anno scorso nella ricerca si sono persi 178 mila posti di lavoro, tra tecnici e dirigenti ricercatori.. Un lavoratore su quattro non ha un contratto a orario pieno e a tempo indeterminato e la maggior parte si trova al Nord. C è poi il dramma dell  occupazione giovanile. In Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, il tasso di occupazione è del 24 per cento contro il 47 per cento della Germania e il 52 per cento del Regno Unito e il nostro è il peggior dato di tutta Europa, ad esclusione di Lussemburgo, Grecia e Ungheria.

Il manifesto del convegno delle Acli
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