La chiesa e i divorziati risposati

È iniziata ieri a Salsomaggiore la Settimana estiva di formazione organizzata dall'Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei dedicata al bruciante tema dei divorziati risposati. "Luci di speranza per la famiglia ferita. Persone separate e divorziati risposati nella comunità cristiana" è il titolo del convegno che vede riuniti nel centro termale emiliano oltre 550 partecipanti, responsabili a vario livello della pastorale familiare delle diocesi italiane, operatori pastorale e docenti. Molto "caldo" e attuale oggi nella chiesa il tema dei divorziati risposati, se non altro per i numeri in continuo aumento che provocano l'intera comunità cristiana.

Come ha ricordato mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale permanente per la famiglia e la vita della Conferenza Episcopale Italiana, che ha preso la parola dopo il benvenuto offerto dal "padrone di casa", il vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza,  queste persone sono chiesa, vivono nella chiesa e hanno un percorso di chiesa. Occorre accoglierle e pensarle non solo come destinatarie di una pastorale ma anche come veri e propri protagonisti perché, nella loro sofferenza, ci parlano dell importanza dell unità della famiglia, ci parlano da un contesto di dolore, così vicino alla sensibilità della chiesa e sono persone che molto spesso compiono un percorso educativo verso i figli e tra di loro . Persone che  mostrano il volto sofferente della chiesa con un cammino che mostra spesso un desiderio di conversione, di ripresa della fede e che per questo deve coinvolgere tutte le componenti della chiesa e, in modo trasversale, coinvolgere tutta la pastorale . Accoglienza, dunque, ma con parole chiare,  per il bene della famiglia stessa, per scelte secondo la verità del Vangelo .

Don Paolo Gentili, direttore dell'Ufficio Cei per la famiglia, ha ricordato che si tratta del primo Convegno del suo ufficio sul tema dei divorziati. Ricordando il discorso di Benedetto XVI al clero di Aosta del luglio 2005, don Gentili ha ribadito l'esigenza, quando si affronta questo tema, dell'accoglienza di queste persone da parte del parroco e della comunità cristiana ma pur sempre nella verità dell'inscindibilità del sacramento per evitare il diffondersi di  una qualche diversità di comportamenti, che alimenta il diffondersi  di una certa confusione , non certo aiutata dal relativismo della cultura contemporanea,  soprattutto quando si tocca la questione della dolorosa esclusione dall'accesso ai sacramenti per coloro che hanno acquisito una nuova unione .

Le terme di Salsomaggiore
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