Immagine pezzo principale

Abdel, ragioniere egiziano, sbaraglia i compagni del classico

Ha partecipato a un concorso letterario e ha vinto con un racconto ambientato in Sicilia. La scuola ha sempre fatto il tifo per lui. La sua mamma che non parla italiano gli ha trasmesso l'amore per la letteratura.


Pubblicità

«Prof.,  con questa finale abbiamo già vinto», così aveva commentato a caldo Abdel Zaglool, il giovane studente egiziano quando, a fine marzo, la sua professoressa di Italiano Luisa Brambilla, gli aveva comunicato che era tra i dieci finalisti del concorso letterario ”Sicilia cornice di senso”.

Prof e studente, felici di poter comunque fare una breve e gradita trasferta in Sicilia per la premiazione, dicono di non aver immaginato di tornare a casa con il primo premio. Che può sembrare piccola cosa ma non lo è.  Abdel, 18 anni, è uno studente dell’ Istituto Allende Custodi, nella periferia sud di Milano: «E’ molto bravo nella materia in cui dovrebbe avere più difficoltà: lingua e letteratura italiana. Ed ha vinto lui, futuro ragioniere di madrelingua araba, su nove, pur bravi e preparati, studenti italiani del liceo classico», racconta trionfante la sua professoressa.

La scuola Allende Custodi, con il preside Alessandro Gullo, i docenti e tutti i compagni, hanno fatto sin da subito il tifo per lui. Appoggiandolo, sostenendolo e gioendo con lui per la vittoria: «Direi un perfetto esempio di scuola inclusiva».

Nato nel nostro Paese, sino a 6 anni ha frequentato solo la scuola musulmana di via Quaranta per desiderio  della sua famiglia molto osservante: «Vive con i genitori e sei sorelle.  Il papà lavora in una casa di riposo. La mamma capisce la nostra lingua ma non la parla. Deve però a lei la passione per la lettura. A lei che quando era piccolo, forse per farlo stare tranquillo o per intrattenerlo in casa, gli regalava libri da leggere», racconta Luisa Brambilla che lo segue sin dal primo anno delle superiori.

Una passione coltivata poi nelle biblioteche comunali e tenuta viva dalla scuola italiana dove ha avuto la fortuna di incontrare una prof. come la Brambilla. Che ha, sin da subito, creduto in lui nonostante alla fine del biennio delle superiori rischiasse una bocciatura.  Ma così non è stato e oggi Abdel si accinge a preparare la Maturità con la serenità di chi sa che può volare in alto.

Il racconto, che si intitola “I Santuzzi”, si legge tutto d’ un fiato. Ricorda una novella di Verga. Abdel racconta che studiando ha sentito la Sicilia vicina al suo Paese, e lo conferma la sua capacità di riproporne toni e ambientazioni. Non poco per un ragazzo che in vita sua, come racconta la prof. Brambilla, ha visto solo la Barona, un quartiere periferico di Milano, e ha viaggiato unicamente per andare al Cairo.  Ma i suoi gusti sono davvero eclettici: «Ha amato Fenoglio, Vassalli e un libro che ho proposto alla classe qualche anno fa. Si intitola Ragazzo negro (di Richard Wright), il protagonista è come lui affamato di parole e di libri».  

Dopo la Maturità, sceglierà studi economici. Perché ha i piedi per terra e, soprattutto, perché vuole ripagare il suo papà dei sacrifici che ha fatto lasciando l’ Egitto dove spera di tornare al più presto.  Abdel frequenterà un’ università che gli permetterà di trovare un lavoro e mantenersi. E al tempo stesso continuare a scrivere.  Buona fortuna  Abdel

Loading

Pubblicità