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Martiri: quando nel cuore di un adolescente la fede diventa intransigenza

Lo spettacolo al Teatro Filodrammatici di Milano affronta complesse questioni teologiche e morali in modo parodistico, dando anche un’ idea confusa della scuola nella quale si svolge l’ azione e in cui nessun educatore appare positivo, neppure un portatore della parola di Dio che si aggira in platea vestito di bianco con una collana fosforescente.


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Benjamin, il protagonista di Martiri del drammaturgo tedesco Marius von Mayenburg, è un adolescente e, come tutti gli adolescenti, vive in modo assoluto i sentimenti che lo animano in questa delicata fase della sua vita e, quando scopre la forza della fede in Dio, vi si dedica interamente. Si isola dai compagni, ritenendoli troppo superficiali e critica gli adulti, perché sono in contrasto con le sue idee, così la sua solitudine diventa enorme, fino al drammatico epilogo.

Martiri, da cui è stato tratto, nel 2016, anche Parola di Dio, film del regista russo Serebrennikov, viene proposto nell’ allestimento del Teatro dei Filodrammatici di Milano, a conclusione della stagione ‘Fanatismi’ , e vede in scena una compagnia di giovani e talentuosi attori under 30, guidati dalla regia di Bruno Fornasari.  Benjamin, interpretato da Luigi Aquilino, che ha le sembianze di un vero adolescente,  si aggira tra palco e platea con la sua Bibbia tascabile in mano e ammonisce compagni ed adulti, quando si allontanano dai dettami del suo testo di riferimento e dalla sua intransigenza: così si rifiuta di seguire il corso di nuoto, perché le compagne sono in bikini, lotta con la sua insegnante di biologia, Gaia Carmagnani, quando propone un corso di educazione sessuale o quando spiega la teoria dell’ evoluzione della specie di Darwin.

Cerca così il consenso di un preside poco attento alle reali problematiche degli alunni, ma preoccupato solo di non avere problemi, e della madre separata e disattenta alle sue reali necessità. La religione diviene così per Benjamin un punto di riferimento fisso, in contrasto anche con il suo rassegnato professore di religione, che ha rinunciato a tenere le lezione, perché gli alunni, durante le sue ore, fanno i compiti delle altre materie. L’ unico che sembra essere affascinato dalle idee di Benjamin è un compagno, con un problema alla gamba, che si affeziona eccessivamente a lui, travisando i suoi sentimenti e trasformando la loro amicizia in un irrealizzabile approccio omosessuale.

L’ intento della compagnia, che si muove tra gli spettatori, cercando di coinvolgere, anzi di scuotere il pubblico, anche scavalcando le poltrone,  passando tra una testa e l’ altra, non è, tuttavia, bene definito e lo spettacolo appare disomogeneo e caotico, perché vuole unire le problematiche adolescenziali, la difficoltà di relazionarsi con i coetanei, lo scontro generazionale con gli adulti,  con l’ estremismo religioso che porta il protagonista a compiere gesti violenti e a citare in modo acritico e parziale passi della Bibbia, anche adattando le citazioni ai nostri tempi. Il regista utilizza l’ arma dell’ ironia per denotare un certo fondamentalismo biblico, con alcuni momenti di pura comicità, ma, nell’ insieme, trasforma la maggior parte dei personaggi in caricature, estremizzandone le caratteristiche: Benjamin è intransigente, porta al parossismo la sua esaltazione, contrapponendola allo scientismo dell’ insegnante che è ossessionata dalla lettura della Bibbia per contrastare l’ alunno; inoltre il marito della prof., collega di Scienze motorie, appare spesso in costume, il docente di religione, impossibilitato o  incapace di offrire una vera istruzione biblica,  crede che basti usare una band rock per avvicinare i giovani al messaggio cristiano.  

La discussione sull’ origine della specie viene fatta da Benjamin e dai compagni, con la maschera delle scimmie, sulle note di Occidentali’ s Karma di Gabbani.  La maggior parte così delle complesse questioni teologiche e morali appaiono presentate in modo parodistico, dando anche un’ idea confusa della scuola nella quale si svolge l’ azione e in cui nessun educatore appare positivo, neppure un portatore della parola di Dio che si aggira in platea vestito di bianco con una collana fosforescente.

DOVE E QUANDO

MARTIRI, di Marius von Mayenburg.  Traduzione di Umberto Gandini. Regia di Bruno Fornasari. Con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Daniele Vagnozzi. Costumi e oggetti di scena Federica Pellati. Luci di Fabrizio Visconti. Movimenti coreografici di Marta Belloni. Produzione Teatro Filodrammatici di Milano.  Dal 22 maggio al 3 giugno 2018 al Teatro Filodrammatici di Milano, via Filodrammatici, 1, tel. 0236727550, biglietteria@teatrofilodrammatici.eu, http://www.teatrofilodrammatici.eu/

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