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70mila stranieri irregolari residenti in Italia in più: ecco gli effetti del decreto sicurezza

Con l’ introduzione del decreto sicurezza scompare la protezione umanitaria e si moltiplicano gli stranieri irregolari residenti in Italia. Per capire il volume di questo fenomeno ne parliamo con Matteo Villa, Ricercatore dell’ Ispi, Istituto per gli Studi di politica internazionale.


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«Dopo il picco di immigrazione irregolare verso l’ Europa tra il 2014 e il 2017, molti paesi dell’ Europa occidentale hanno cominciato a restringere i diritti riservati ai richiedenti asilo. La Svezia ha dato un giro di vite già nel 2016. La Francia ha adottato provvedimenti restrittivi a inizio 2018. E settimana scorsa si è diffusa la notizia che la Danimarca starebbe valutando di relegare i richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta ma che non possono essere rimpatriati in un’ isola remota». È questo lo scenario del momento come spiega Matteo Villa, ricercatore dell’ Ispi (Istituto per gli Studi di politica internazionale) anche sul suo blog (https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/i-nuovi-irregolari-italia-21812).

Ma cosa succede quando un governo riduce il livello di protezione riservato ai richiedenti asilo, pur non essendo capace di aumentare i rimpatri verso i paesi di origine?

«La risposta è semplice: aumentano gli stranieri senza permesso di soggiorno presenti sul territorio. Ed è esattamente ciò che succederà in Italia nei prossimi due anni».

Ovvero?

«In breve. Tra giugno 2018 e dicembre 2020, il numero degli irregolari in Italia aumenterà di almeno 140.000 unità. Parte di questo aumento (circa 25.000 unità) è già accaduta nei mesi passati. Ma l’ aumento maggiore verrà registrato tra oggi e la fine del 2020. Nello “scenario base”, quello in cui l’ Italia avrebbe mantenuto tutti e tre i livelli di protezione internazionale (status di rifugiato, protezione sussidiaria e protezione umanitaria), gli irregolari in Italia sarebbero aumentati di circa 60.000 unità. Ma il decreto-legge dello scorso ottobre (da poco convertito in legge) potrebbe aggiungere al numero dei nuovi irregolari previsti dallo scenario base ulteriori 70.000 irregolaripiù che raddoppiando i nuovi irregolari presenti in Italia. Ai ritmi attuali, i rimpatri dei migranti irregolari nei loro paesi di origine avranno un effetto solo marginale: per rimpatriarli tutti sarebbero necessari 90 anni, e solo a condizione che nel prossimo secolo non arrivi più nessun irregolare».

Totale?

«Entro il 2020 il numero di migranti irregolari presenti in Italia potrebbe superare quota 670.000. Si tratta di un numero più che doppio rispetto ad appena cinque anni fa, quando i migranti irregolari stimati erano meno di 300.000. Sarebbe anche il record di sempre se si esclude il 2002, quando in Italia si stimavano presenti 750.000 irregolari. Nel 2002 i Governi di centro destra con la Lega al potere fecero la più grande regolarizzazione di sempre, il che è assolutamente logico in termini di sicurezza. Oggi però la regolarizzazione non è nemmeno all’ ordine del giorno, ma i rimpatri non si riescono a fare».

E quindi?

«Probabilmente l’ unica alternativa possibile sarà pensare a un programma di regolarizzazione che sani la situazione, il che non vuol dire fare sconti ma sapere dove sono gli stranieri e dargli la possibilità di integrarsi in maniera regolare. Il che ridurrebbe di venti volte la possibilità che commettano crimini».

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